La
camorra sgombera, tra gli appalusi del pubblico pagante, i campi nomadi della periferia di Napoli mentre giocatori e tecnici dell'
Inter stanno al telefono con un pregiudicato.
Sembra che la seconda notizia sia più intrigante della prima.
Posto che a mio padre scriveva
Giusy Laganga (fate un giro su Wikipedia) e non per questo penso a Papà Rocco come ad un delinquente, sono in attesa fremente di andare a vedere "
Gomorra", tratto dal libro-culto di
Roberto Saviano.
La legalità è una chimera assoluta, un'ipotesi al vaglio del popolo sovrano, che in genere decide che è bene una via di mezzo tra ciò che si deve e ciò che non si deve fare.
Questo è il paese dei furbetti del quartierino. Qualunque quartierino. Soprattutto il prorio.
In Parlamento siedono persone con la fedina penale degna di carcere duro, ma non lo si deve dire troppo forte. Non è
politically correct.
La politica media: a volte riveste il ruolo di guardia, altre volte di ladro. Dipende dagli umori della
ggente.
L'emiclico di Montecitorio ad un sol uomo da giorni irritato sbotta:
Marco Travaglio è qualunquista,
Beppe Grillo esagera,
Michele Santoro è fazioso.
Forse un po' è vero, e allora?
Ma questo che paese è? Un paese dove la legge è uguale per qualcuno e non per tutti è degno di ergersi a giudice di chiccessia?
La politica media: galleggia. Ma ci tiene che almeno la forma sia salva.
Ho fatto un sopralluogo al
Consiglio Regionale del Piemonte, per delle riprese che faremo il mese prossimo.
C'era la seduta in corso, quindi ci dovevamo affacciare dalla tribuna riservata al pubblico.
Non abbiamo potuto perchè non indossavamo la giacca.
Gli elettori, noi, quelli che pagano l'esistenza stessa del Consiglio Regionale, non possono assistere ai consigli se non indossiamo la giacca.
Non avevo nè voglia nè tempo di inscenare manifestazioni di protesta, ma deciso dal profondo del mio stomaco è salito un sonoro e limpido vaffanculo.
L'ennesimo.
qualcuno mi sa spiegare perché dal PD non arrivano parole in difesa di Marco Travaglio? Ha torto? Sta dicendo il falso? Forse sbaglia a ripetere in TV soltanto le parole scritte già da tempo da Lirio Abbate, cronista ANSA che vive sotto scorta per il suo impegno antimafia? Perché Napolitano dice che Abbate è buono e va premiato, mentre la Finocchiaro dice che Travaglio è cattivo e va punito? Qualcuno sa spiegarmi perché le parole sui libri corrono in libertà, mentre in televisione non sui può dire nulla tranne analizzare alla moviola il rigore di Materazzi o mostrare le cosce della Canalis? Dove sono gli insulti di Travaglio? Forse la SICULABROKERS di Schifani, in società con Nino Mandalà (condannato a 8 anni per mafia), era una ONLUS e nessuno lo sapeva?
Ho collaborato per anni con RAI. Rapporti clientelari, ricatti, funzionari corrotti, proposte indecenti sono all'ordine del giorno.
Quella che è più grave è la situazione in cui si ritrovano gli operatori dell'informazione. Contratti precari, a scadenza, perennemente appesi a un filo. Un giornalista piuttosto che parlare o scrivere di una verità che gli faccia perdere il contratto della successiva stagione dribla, glissa, pensa ad altro. L'omertà del precario.
Intanto il Bel Paese fa finta di non accorgersi di nulla e Schifani si indigna per il mancato contraddittorio. Forse che il Presidente del Senato non può accedere alla TV? La seconda carica dello Stato dica pubblicamente, se riesce a farsi intervistare da qualcuno (se ha difficoltà posso metterci una parolina io, ho delle conoscenze...) che Travaglio ha torto e poi noi penseremo come punirlo. Non il contrario. In democrazia non funziona così.
Tempo fa parlavo con un giornalista del TG3, mi raccontava che fra i suoi colleghi ormai serpeggia l'autocensura preventiva: di alcuni argomenti e verità scomode nessuno ne parla, dato che i diretti interessati, oggetto di normali inchieste o reportage giornalistici, non vogliono mai replicare. Una tattica ormai diffusa: io non ti rispondo neanche, quindi ti manca il contraddittorio, quindi il tuo servizio non può andare in onda. Non rimane che parlare di altri interessanti argomenti quali il rapporto del PD con il territorio, il rapporto tra cattolici e riformisti nel nuovo progetto politico, Chiamparino-l'anti Bossi.
Ragazzi, fuori le palle. Ora. Altrimenti del PD non rimarrà più niente. Già nell'aria si sente un odorino di chiappe bruciate che sa di inferno e il nuovo "governo ombra" sta per essere portato dal traghettatore occhi di bragia all"ombra eterna".
Riprendiamoci la nostra anima.
Su la testa! Siamo Democratici, non coglioni.
LUCA OLIVIERI
foto di Sante Altizio