Diario di viaggio

un reporter si sente a casa solo quando è in viaggio (R. Kapucinski)
sabato, 31 gennaio 2009

presidente, un corno. d'africa.

La Somalia ha un presidente tutto nuovo. Lo ha eletto a  Gibuti un gruppo folto di "elders" dei vari clan somali. Ed a pilotare l'elezione è stata il Governo italiano (quello attuale e quello precedente).
Certo è una presidenza debole: nasce all'estero e senza consenso di base. Ma laggiù la politica è congelata all'Ottocento. Con la differenza che ora ci si spara con il mitico AK 47. . Gibuti è il "duty free" del Corno d'Africa.

Ci sono stato un po' di anni fa, di passaggio.
Non ho mai avuto tanto caldo come a Gibuti, nemmeno nella foresta amazzonica si sudava così.
Di Gibuti ho tre ricordi (caldo a parte): i prezzi degni di Montecarlo, una sterminata schiera di prostitute e una folta densità di legionari francesi (veri o acquisiti) dalla faccia stabilmente incazzosa.
E' il crocevia di somali, eritrei, etiopi e avventurieri bianchi.
Un microcosmo davvero intrigante. Terra di confine e di traffici. Più o meno leciti.
Se hai il pelo sullo stomaco è il posto nel quale vivere. Lì si può fare tutto.

Vi ho trascorso solo 4 giorni eppure ho speso come per una vacanza in comitiva alle Maldive.
Una birra al bar dieci dollari, un pasto in bettola non meno di venti.
E sono passati otto anni da allora.
Ma che caldo terribile. Le magliette ti si appiccicavano addosso. Ti sentivi puzzare come un cammello anche stando immobile davanti ai condizionatori d'aria sparati a manetta.

Gesù che posto infame. Figo.


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categorie: politica, sesso, guerra, africa, viaggiare, somalia, documentario, prostituzione, esercito
sabato, 31 gennaio 2009

ORRORE!



L'ho vista per la prima volta solo oggi. Senza dott. Gibaud, garze e cerotti, riflessa nello specchio.
Prima di fare la doccia, la prima doccia post bisturi.
Uno spettacolo poco incoraggiante: un sorta di canyon mi solca da sopra all'ombelico fino al limitare delle pudenda.
Diciamolo: cicatrice e contorno hanno un aspetto ORRENDO.
La panza tende alla rotondità gibbosa sul lato destro e sinistro del canyon.
La pregunta è: ma tornerà un vago barlume di normalità o mi porterò l'orrendo canyon nella tomba?
La peluria scimmiotica che mi fa da vello tarda a tornare. Spero stenda rapida cortina villica.

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categorie: cinema, torino, sanità
venerdì, 30 gennaio 2009

la pacchia è finita

La ferità si è chiusa! Ci ha messo un mese e mezzo. Estikazzi.
Le tre medicazioni settimanali vanno finalmente in archivio.
Domani mattina potrò addirittura fare la doccia!
Ancora un mesetto e potrò addirittura abbandonare la pancera post-cesareo e inforcare gli sci.
Un ringraziamento di cuore al personale dell'Ospedale di Rivoli.
Speriamo però di non rivederci così presto :-)


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categorie: sanità
venerdì, 30 gennaio 2009

buon sangue

Mi spiace papà. Avrei voluto darti buone notizie, ma non è periodo.
E ti ringrazio per quel buffetto sulla guancia destra mentre guidavo.
Poche parole, il tono giusto per comprendersi.
Grazie pà.
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giovedì, 29 gennaio 2009

guerra di trincea e samba

il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, propone di cancellare l'amichevole di calcio tra Italia e Brasile in programma il 10 febbraio. «Non mi pare il caso di fare nulla di amichevole» con un «Paese che lascia circolare sulla spiaggia di Rio un terrorista», ha proseguito La Russa. «Io non ci andrò, avevo già i biglietti ma non ci andrò: si fosse trattato di una gara ufficiale, allora era giusto che la politica non ci entrasse. Ma si tratta di un amichevole, io la abolirei perché in questo momento non vedo nulla di amichevole», ha concluso.

da corriere.it
leggi qui


e se vuoi anche qui

Battisti Cesare dovrebbe essere qui in Italia a scontare la pena. Poi leggo La Russa e medito.
Penso al Generale Videla o al mitico Pinochet, giusto per citare due pezzi di merda che hanno sulla coscienza la pelle di diversi cittadini italiani che in Argentina e Cile avevano avuto l'ardire di contestarli.
Con i due generalissimi avevamo regolari rapporti diplomatici.
Come cazzo è che adesso abbiamo tutto questo amore per la giustizia transoceanica?

In Argentina, nel 1996, sono stato tre ore chiuso a chiave in un appartamento del centro di Buenos Aires in compagnia di un gentile funzionario del Ministero dell'Interno che, spacciandosi per giornalista, mi ha interrogato in modo abbastanza incalzante. Era preoccupato della mia piccola inchiesta sulla povertà nei sobborghi della capitale. "Menem è un grande presidente e qui è pieno di comunisti che gli vogliono male!".
Certe abitudini si smaltiscono con lentezza.
Fanculo.


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categorie: politica, calcio
giovedì, 29 gennaio 2009

rivoluzione permanente

Aristide è morto.
Viva Aristide.


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 da "55" di L. Baker


"55" è il primo ed ultimo racconto di un anonimo di uno scrittore fallito della metà del novecento, che ha usato come pseudonimo l'inglesissimo Lion Baker.
Brasiliano di origini italiane, ma di cultura spagnola. Almeno a dare credito alle poche fonti esistenti (Biblioteca Nazionale di Buenos Aires).
Amante del mare e della rivoluzione francese, idealista impenitente, romantico fino all'eccesso, pare si sia suicidato come Marat.

"Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva"

dal libro del profeta Ezechiele
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categorie: racconto
mercoledì, 28 gennaio 2009

yes I am

Ci voleva un'inienzione di autostima. Ne avevo bisogno.
Alessandro Gaido è un amico. Cinefilo e creatore di Piemonte Movie (una ex piccola rassegna di cinema e documentari che oggi è legata a doppio filo al Torino Film Festival) dice che sono un bravo documentarista. Lo dice in giro e riesce anche a convincere qualcuno.
A marzo organizzeranno una serata con una mia anteprima. Da non cerederci.
Ed è già la seconda volta che succede.
Alla fine finirò per crederci anche io.
Dott. Gaido, grazie assai.
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categorie: cinema, torino, documentario
mercoledì, 28 gennaio 2009

ITALIA - BRASILE



Del "caso Battisti" che portarà Italia e Brasile sull'orlo della "guerra della gnocca" (siamo due popoli che amano più gestire i vizi che le virtù) non so nulla.

Conoscendo un po' il Brasile e mantenendo rapporti laggiù mi sento di dire due cose:

- il Presidente Lula stà al Brasile come Obama agli Stati Uniti. E' il salvatore della Patria, l'unico in grado di mettere un minimo d'ordine in un paese incasinato come il Brasile. Ed in effetti Lula (nonostante i gravi scandali che hanno segato il suo partito e qualche ministro) ha fatto bene e gode ancora di grande fiducia.

- il sistema giudiziario brasiliano è, per usare una metafora, fragilissimo. Vi invito a vedere i film "Tropa de elitè" e "Cidade de Deus". Sotto l' aspetto giuridico in Brasile siamo al medioevo del diritto.

Detto ciò in Brasile andrei a viverci domani mattina (e nonsarebbe davvro una cattiva idea).
Possibilmente a Salvador de Bahia (vabbè sognare è gratis).

L' 11 febbraio ITALIA e BRASILE si sfideranno a calcio.
Chi vince si tiene Battisti
Tiferò Brasile (ovunque c'è Lippi non c'è Sante) , che in segno di magnanimità lascerà Battisti all'Italia.

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categorie: italia, calcio, sesso, brasile
martedì, 27 gennaio 2009

memoria, ae

C'è di buono che la ferita è quasi del tutto chiusa.
Con un po' di culo venerdì prossimo potrei archiviare la pratica delle medicazioni pomeridiane.


C'è di buono che giorno per giorno mi sento meno fiacco, un po' più lucido.
C'è di buono che dopo la prima settimana nella quale in ufficio ho fatto presenza passiva, ora inizio ad ingranare.

C'è però che dormirei e non dormo.
C'è però che vorrei rilassarmi e non mi rilasso.
C'è però che vorrei sorridere, ma non mi riesce.

Forse la prossima settimana.

Oggi era il Giorno della Memoria. E' il decimo anno che si ricorda ufficialmente l'Olocausto.
Questa sera i palinsesti sono farciti di film sulla Shoa.
Non ce l'ho fatta.

sante reduce
Shalom.
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martedì, 27 gennaio 2009

abbi cura di te

Questa settimane me lo hanno ripetuto in tre: "Abbi cura di te".
Inizio a preoccuparmi. Se me lo fanno notare è segno che i miei sforzi sono vani.

Non ho cura di me. Già, ma poi cosa significa?
Cosa vuol dire esattamente: "Abbi cura di te"?

"L'ironia con cui racconti ciò che ti succede ti frega. Narri le vicende più cupe con il sorriso sulle labbra. Chi ti vede o ti ascolta crede che tu stia bene, anche se non è così".

E cosa dovrei fare? Invocare Manitù?

Fanculo. Ho dormito male.

ombra di sante
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lunedì, 26 gennaio 2009

SIONISTI



Saranno un popolo di nazisti di ritorno (come ho letto e sentito nelle ultime settimane), ma non conosco una cinematografia più "forte" di quella israeliana.

"Un valzer con Bashir" è l'ennesimo splendido viaggio nel mondo del male. Vissuto, visto e provocato.

La sinossi è semplice: gli israeliani non devono dimenticare Sabra e Chatila. Perchè hanno visto e non hanno fatto nulla per evitare quella carneficina di uomini, donne, vecchi e bambini palestinesi ad opera dei falangisti cristiani.

Il Libano ha dimenticato rapidamente (ovvio), il mondo arabo anche. Solo i palestinesi ricordano (e non potrebbe essere altrimenti).
In Israele quella ferita è sempre rimasta aperta ed è stata la macchia che ha accompagnato fino alal fine la carriera (?) militare e politica di Ariel Sharon (che all'epoca era il boss dell'esercito israeliano).

I registi "sionisti" (che come tutti gli altri cittadini di Israele, hanno "servito la patria" e fatto almeno una guerra) da almeno vent'anni si interrogano su quanto è avvenuto e avviene nel loro paese.

Saranno anche nazisti di ritorno, ma non ho visto altre culture fare lo stesso con la propria contemporaneità.
In genere devono passare cinquant'anni prima che qualcuno tenti delle flebili analisi critiche.

Quando sono stato a Beirut volevo andare andare sul luogo dell'eccidio.
Nessuno mi ci ha portato: "Lascia perdere, non c'è nulla da vedere".



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categorie: palestina, politica, cinema, libano, israele, guerra
domenica, 25 gennaio 2009

ALONE domenicale

I figli e la mamma si sono svegliati alle sei per andare a sciare.
Ovviamente mi sono svegliato anche io, ma non sono andato con loro.
Per quest'anno la stagione sciistica salta.
Nell'anno delle "grandi nevicate", delle "piste innevate come non si vedeva da decenni" io non posso mettere gli sci ai piedi.
Fanculo.

Domenica silenziosa e in solitaria.
Farò il casalingo.

Alle 16 puntatina ai Fratelli Marx per dotto film israeliano sulla guerra del Libano dell'inizio degli anni Ottanta: Valzer con Bashir .
Andrò a vederlo con me stesso. Siamo una bella coppia. Silenziosi e riflessivi. Un po' nostalgici.

Oggi mi dedico al mesochismo domenicale invernale applicato.


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categorie: politica, cinema, libano, israele
sabato, 24 gennaio 2009

La Nutella e il Partito

Ferrero stà al Piemonte, come Brambilla alla Lombardia o Esposito alla Campania.
Per il 99% dei piemontesi "Ferrero" è sinonimo di "Nutella" e per il restante 1% (in diminuzione) è il cognome dell'ultimo segretario del Partito della Rifondazione Comunista.

Entrambi sono nella storia.
Pietro, per aver dato al mondo la prova che la libidine può assumere le sembianze della crema di cioccolata, Paolo, per avere dissolto un sogno nato nel 1921 a Livorno.

Noi piemontesi siamo così, lavoriamo sotto traccia.
Sempre nella certezza di "fare la cosa giusta".

Pietro, ha costruito un impero senza che nessuna abbia anche solo idea di che faccia abbia.
Non è quotato in borsa e non usa il denaro delle banche. Non si fida.
Paolo, invece, ha liquidato il comunismo italiano con la freddezza di un chirurgo che opera un malato terminale sicuro di salvarlo. E lo uccide, ma in buona fede.

Oggi alla Coop ho comprato un barattolo di Nutella e appena arrivato a casa ho preso un cucchiaino e mi sono immerso nella cioccolata. Non lo facevo da anni.
Domani, a scissione rifondarola avvenuta, forse, saprò chi votare alle prossime elezioni. Bertinotti, Giordano e Vendola tenteranno di uscire dalla melma del trozkismo da operetta, ed io incrocio le dita.

Per motivi diversi, ma comunque importanti, devo dire grazie ai Ferrero, a tutti e due.


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categorie: politica, comunismo, eros, torino, piemonte, attualità
sabato, 24 gennaio 2009

LA RABBIA FA MALE

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categorie: vita, news, racconto, psicologia, recensione, teatro, televisione, personaggio, violenza
venerdì, 23 gennaio 2009

medicazione del venerdì



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giovedì, 22 gennaio 2009

La Zarina

Noi la chiamiamo "La Zarina" e non è detto che sia un complimento.

Mercedes Bresso
è un rullo compressore. Un Governatore che sorride poco, spigolosa, schiva, bruttina.
Per noi piemontesi è perfetta.
Di Enzo Ghigo ne avevamo piene le tasche. Non tanto perchè era forzaitaliota, ma perchè era un uomo di plastica, da convention, o da scrivania di Tecnocasa (che è poi la stessa cosa).

La Zarina è in lite con il Cardinale di Torino, Sua Eminenza Severino Poletto.
Mercedes versus Severino. A scriverlo così non rende.
Sembra il titolo di un film con Totò vestito da Maciste.

La Regione Piemonte si è resa disponibile ad accogliere Eluana Englaro in un ospedale pubblico e permetterle di morire in pace dopo vent'anni di coma.

Severino da detto: "La legge di Dio è più importante delle leggi dell'uomo".
La Zarina ha risposto: "Questa non è la repubblica degli Ayatollah".

Mercedes si è guadagnata la mia stima imperitura.


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categorie: politica, torino, piemonte, morte, bresso, englaro
giovedì, 22 gennaio 2009

piccole gioie strozzate

Almeno una telefonata a sera. Promozioni di operatori telefonici, vendita di olio e vino, rinnovi di abbonamenti scaduti, aspiratori magici, prodotti per l'igiene personale ...
Ieri sera è stato il turno di Sky.

In genere rispondo sempre a tutti cortesemente, ma ieri ho rischiato di fare il cafone.
Quest'anno non seguo l'Inter come in passato. Ero troppo legato al Mancio per innamorarmi del suo sostituto.
Ma ieri sera avevo deciso che i quarti di finali di Coppa Italia potevano essere visti. Un classico INTER-ROMA.

La telefonata è arrivata all' 8' del primo tempo appena dopo che Vucinic mi aveva fatto quasi maledire la scelta televisiva. Un gol annullato per fallo di mano (vero) dopo che Burdissosamuel lo avevano pinzato in area di rigore (e se fischiava l'arbitro avrei dovuto stare zitto).

La signorina (gentile, ma non prepararata) cercava di rifilarmi un'offertona irrinunciabile da sbolognare a qualche parente o amico (un sequel della proposta natalizia).

"No grazie, già a Natale avevo dovuto dire di no".
Rilancio di Toldone.
"Conosco la proposta è certo interessante ma... "
Ibra pizzica di testa per Adriano sulla sinistra.
"Ci ho pensato, è trascorso solo un mese, se non avevo idea allora, anche oggi non saprei proprio... mi spiace"
Controllo di forza di Adriano, difesa della Roma sorpresa, sinistro angolato, GOOOOOOOOLLLLLLLL
"Grazie e arrivederci".

Ma vaffanculo va.

nella foto: adriano esulta dopo il gol


nella foto: adriano esulta dopo il gol

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categorie: calcio, roma, televisione, sesso, brasile, inter
mercoledì, 21 gennaio 2009

12 anni

Mentre Obama illuminava la nazione ed il mondo con il suo roboante discorso, Sara prendeva posto tra i banchi del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Collegno.
Sara ha 12 anni, come quella ragazzina stuprata da dei compagni di scuola qualche giorno fa.
Ho solo sentito i titoli al TG. Non conosco, nè voglio conoscere i particolari della vicenda.

Sara cresce, diventa grande, prende coscienza di sè. Si impegna, vive il suo tempo e il suo spazio.
E' bello vederla diventare donna. Bello e spaventoso.

C'è un mondo là fuori che non ha regole, remore, paletti. Nemmeno se hai solo 12 anni.
I bambini muoiono, vengono usati ed abusati. Anche se hanno molto meno di 12 anni.
E noi, genitori di Sara, non abbiamo gli strumenti per proteggerla.

Ci sono giorni in cui vorrei metterla davvero sotto una campana di vetro.
Un gesto sciocco e disperato, ma genuino nella sua intenzione.

Ti devo proteggere dagli adulti come me Sara. E forse non basta. Dovrei proteggerti dai tuoi coetanei, da quelli un po' più grandi. Forse anche da quelli un po' più piccoli. Forse dovrei proteggerti da tutti, perchè tutti, potenzialmente siamo per te un pericolo.
Invece niente campana di vetro.
Quell' ultimo lembo di preghiera verso l'alto che ancora sgorga da dentro (a volte, saltuariamnete, quasi per caso) lo uso nella speranza che nel tuo futuro, cara Sara, alla fine, tornino i conti.

200120091863
postato da: santealtizio alle ore 10:24 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: politica, famiglia, collegno
martedì, 20 gennaio 2009

3X1

sante ospedatizzatosante reducesante esce








ospedalizzato
dimesso
uscente
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martedì, 20 gennaio 2009

COSì VANNO LE COSE

IO TI IGNORO
TU MI IGNORI

NOI CI IGNORIAMO

e tutti vissero felici e contenti.
forse

NON MI SONO MAI PIACIUTE LE FAVOLE. Mai.
Ed ancora oggi, se me le raccontano, mi girano i coglioni.

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categorie: vita, sesso, attualità
lunedì, 19 gennaio 2009

reload

Stamattina la solita ora in auto per arrivare fino a Sassi.
Ho dovuto cercare un percorso alternativo, nuovi e lunghi lavori in corso rendono Strada Settimo del tutto impraticabile. Ero stato allertato da una collega: a lei imperitura riconoscenza.
Sarei arrivato in ufficio bestemmiando; sarebbe stato un pessimo modo per iniziare.

Invece ho aperto io la NOVA-T produzioni televisive e multimediali, sono addirittura arrivato in anticipo.
Ma la ferita faceva già male.
E poi non avevo dormito molto. Bene, tutta salute.

Ho passato 4 ore a salutare i colleghi che via via arrivavano (tutti davvero molto cordiali, più di quanto mi sarei aspettato) e a riprendere un po' di feeling con il mio MacBook. Quasi non l'ho riconosciuto.

Cinquecento messaggi di posta. Trequarti si spam e similari.

Poi ancora un bel po' auto e medicazione a Rivoli.
"Va molto meglio!" mi ha detto l'infermiera dagli occhiali rossi.
Ormai le infermiere dell'ambulatorio le conosco tutte e qualcuna segue l'evoluzione della ferita con finto, ma a me gradito interesse.
Detto francamente mi sembra vada sempre più o meno allo stesso modo.
Mi beo delle balle delle infermiere. Tanto è gratis.

Oddio proprio gratis non è: per assentarmi dal lavoro ed andare a fare le medicazioni devo prendere ferie o alcuni dei mille permessi arretrati che ho accumulato.



postato da: santealtizio alle ore 14:19 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: torino, sanità, collegno
domenica, 18 gennaio 2009

19 dicembre - 18 gennaio

Un mese fa (meno un giorno)  a quest'ora entravo in sala operatoria.
Domani torno in ufficio.
La ferita non è ancora a posto, giro con la pancera e mi devo lavare a pezzi usando una spugna per la schiena.
Da malato integrale ora sono solo  "mezzo" malato.
Non so valutare se un mese sia "poco" o "tanto" tempo, dopo un'operazione d'urgenza all'intestino.
A me è sembrato un mese eterno. Doloroso e complicato. Soprattutto perchè non ho mai vestito i panni del malato come in questo caso.
Vedremo come andrà domani.
Farò solo mezza giornata, poi andrò in ospedale per la medicazione.


Grazie Clara, grazie Sara, grazie Matteo per avermi sopportato malato, imbronciato, brontolone ed umorale.
postato da: santealtizio alle ore 21:07 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie:
domenica, 18 gennaio 2009

Antisemitismo, l'equivoco a sinistra

Il tema dell' antisemitismo all'interno dei partiti comunisti (dagli albori della rivoluzione russa) e della chiesa, è stato a lungo oggetto dei miei piccoli studi di storia. uno studio intrigante che mi ha aiutato a comprendere alcune posizioni che da decenni alcuni settori della sinistra politica (italiana ed europea) portano avanti su Israele, e del perchè si insiste su quella che io definisco "l'equazione degli imbecilli": sionismo = fascismo.

sul Corriere della Sera di oggi, c'è un articolo di GA Stella piuttosto interessante che vi segnalo:

postato da: santealtizio alle ore 09:51 | link | commenti (15) | commenti (15)
categorie: palestina, politica, israele, guerra, islam, attualità
sabato, 17 gennaio 2009

IO STO BENE

io sto bene
io sto male
io non so come stare
io non so dove stare
non studio non lavoro non guardo la TV
non vado al cinema non faccio sport
io sto bene
io sto male
io non so cosa fare
non ho arte non ho parte
non ho niente da insegnare
è una questione di qualità
o una formalità
non ricordo più bene

 
postato da: santealtizio alle ore 15:48 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: musica, punk
sabato, 17 gennaio 2009

la tv che si accende

Ho appena visto in streaming la puntata di Annozero dedicata a Gaza.
Puntata bellissima. Polemiche successiva pretestuose.

Persino Lucia Annunziata mi è molto piaciuta, peccato se ne sia andata.
Michele Santoro, a mio avviso, ha gestito bene la trasmissione.
Lo sbilanciamento "pro Palestina" era comprensibile. Forse addirittura giusto, ma tutto sommato misurato.
Gli ospiti in studio (e in collegamento) erano tutti emotivamente coinvolti ed hanno dato un tono di verità a volte commovente.
Una puntata di Annozero utile.

postato da: santealtizio alle ore 13:35 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: politica, televisione
venerdì, 16 gennaio 2009

faccetta nera, arrangiati

L'esercito etiope ha abbandonato la Somalia.
Lo so lo so, sento già l'eco di un roboante: "echissenefrega ?".

Il problema della Somalia è che non è stata invasa da Israele.
Oggi una nazione che se la passa male, se vuole suscitare indignazione nell'opinione pubblica planetaria non ha alternative: deve chiedere al Governo israeliano di farsi bombardare.
Allora sì che qualcosa si muoverebbe!
Manifestazioni, roghi di bandiere, proclami etc. etc.
Il problema dell'Africa è tutto qui! Ci vuole un po' di marketing anche nel gestire la sfiga. E che cavolo!

Delle lotte tribali (morti a palate tutti i giorni nel silenzio cosmico totale) a noi non ci fotte nulla.
Nessun segnale di imperialismo americano evidente, poca incidenza sul nostro quotidiano.
Solo un po' di clandestini che ci rompono pure i coglioni. Ma se ne stiano laggiù! Baluba!

Le parole d'ordine veterocomuniste per l'Africa sarebbero sprecate.
Meglio concentrarsi sul bersaglio grosso: il complotto pluto-masso-giudaico-imperialista.
Fa figo e non impegna. E' un evergreen.
Risultati zero, ma ci riscalda il cuore e si rinnovano le antiche promesse.

Intanto in Africa si crepa a macetate. E noi zitti come pesci rossi.
Neanche la morte ci rende uguali.
Povera "faccetta nera".

La Somalia è un viaggio in agenda da tempo, ma troppo pericoloso per il momento.
Aspetterò.









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categorie: politica, guerra, africa
venerdì, 16 gennaio 2009

poesia italiana del Novecento

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categorie: musica, amore, vita
giovedì, 15 gennaio 2009

Pirro non docet nada de nada

dice Wikipedia:

Una vittoria di Pirro o vittoria pirrica è una battaglia vinta a un prezzo troppo alto per il vincitore. L'espressione si riferisce a re Pirro dell'Epiro, che sconfisse i Romani a Heraclea e Ascoli Satriano rispettivamente nel 280 a.C. e nel 279 a.C., ma sostenendo perdite così alte da essere in ultima analisi incolmabili, e condannando il proprio esercito a perdere la guerra pirrica.

Israele si appresta a vincere la propria guerra contro Hamas. Lascia dietro di sè l'enensima scia di orrore.
L'effetto ultimo di questa guerra è che presto o tardi (presto) ce ne sarà un'altra, perchè grazie a questi lutti, i ragazzi palestinesi di 12 anni oggi, tra tre-quattro anni imbracceranno l'AK 47, vestiranno di tritolo o si arruoleranno in qualche falange islamica finanziata dai petroldollari di qualche famiglia saudita.

Se non mi fossi tagliuzzato la panza a fine marzo sarei andato in Iraq.
Oddio, non ho ancora abbandonato l'idea. Certo è che con l'aria che tira in MO non credo sarebbe un'ideona.

Visto che Israele si muove così, posso solo sperare in Obama. Se l'uomo abbronzato ce la fà a stemperare gli animi, un giretto magari lo faccio.
postato da: santealtizio alle ore 16:58 | link | commenti | commenti
categorie: politica, israele, religione, medio oriente, guerra
giovedì, 15 gennaio 2009

15

Quando il 15 dicembre
notavo che dal 15 novembre
erano capitate un sacco di cose,
ancora non sapevo
cosa sarebbe capitato nel mese successivo.

E' il 15 gennaio.
Tra un mese ne parliamo.
postato da: santealtizio alle ore 12:23 | link | commenti (2) | commenti (2)
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mercoledì, 14 gennaio 2009

piccolo grande uomo

Diciotto anni fa l'occidente registrò due eventi fondamentali:

1. lo scoppio della Prima Guerra del Golfo
2. la nascita di Matteo, figlio di Enrico e Monica


Enrico è il mio "amico storico" e Matteo venne al mondo senza che quella gravidanza fosse attesa, pensata, voluta. Enrico, Monica ed io siamo coetanei. Tutti (o quasi) ancora studenti, tutti spensierati, tutti ancora nel mondo di Alice nel paese delle Meraviglie. Avevamo 24-25 anni.

Quando davanti ad una media rossa in un piccolo pub di corso Lione mi disse "Monica è incinta", risposi con un tono afono: "Di quanto?".
Come se davvero pensassi che una gravidanza potesse essere reversibile.

Furono mesi complicati per i due quasi genitori, e noi amici che stavamo loro accanto seguivamo senza riuscire a dire nulla di utile o sensato.

Matteo arrivò in fretta (nove mesi passano davvero in fretta quando c'è un'attesa di questo tipo) e quando nacque ero anche io lì fuori, in sala d'aspetto, ad attendere. Con me c'era Maura.

Quando Enrico lo portò fuori scoppiai in un pianto dirotto. Liberatorio.
Manco fossi io il padre.
Manco fossero miei tutti i casini che i novelli neo-genitori avrebbero dovuto affrontare.
Mi accorsi che a quel bambino volevo bene, davvero molto bene. Mi chiesero di fargli da "padrino", prima al suo Battesimo poi per la Cresima.

Sono passati 18 anni da allora.
Questa sera abbiamo festeggiato il piccolo grande uomo.

Una pertica, magro e bello. Davvero un bel ragazzo.
E' una testa di cazzo esattamente come dev'essere uno della sua età.
Ha trascorso gli ultimi tre anni facendo il cretino (e mettendo a dura prova la salute dei suor genitori), ma l'arrivo della maggiore età lo ha come placato, cresciuto, maturato.

Credo di poter dire che siamo amici, Matteo ed io. Quando ci salutiamo ci abbracciamo e ci facciamo gran sorrisi.
Stasera entrando in casa il suo amico Nick, che non conoscevo, ma che sapevo essere suo intimo,  mi si è avvicinato dicendo: "Piacere sono Nick, lei è Sante vero? Matteo parla sempre tanto di lei".
Ancora un po' e mi mettevo a piangere come 18 anni fa.

Farà grandi cose quel ragazzo, sono pronto a scommetterci.
Ha un cuore così e una sensibilità profonda.
Il mondo è suo. E se il mondo è suo, è in buone mani.
postato da: santealtizio alle ore 22:20 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: vita, storia

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Nome: sante altizio
gli unici che forse sanno davvero chi sono, credo siano i miei figli. un fatto genetico, forse. oppure sensoriale, tattile, olfattivo. un giorno chiederò a Sara e Matteo: "ma io chi sono?". sante.altizio@hotmail.it

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