Diario di viaggio

un reporter si sente a casa solo quando è in viaggio (R. Kapucinski)
giovedì, 31 luglio 2008

LADRI DI BICICLETTE

D'estate per andare a lavorare uso i mezzi pubblci.
Scuole chiuse e traffico dimezzato invogliano ad abbracciare la causa ambientalista.


Macchina chiusa in garage e via in bici fino al capolinea della metropolitana, poi bus.
Un'oretta buona per leggere, guardare il panorama, ascoltare i discorsi della gente o la radio. Per stare in silenzio.

La bici mi piace.
E' utile: alla panza, alle gambe, al fiato.
Un quarto d'ora all'andata e altrettanto al ritorno.

Tutta salute.

Senonchè una deiezione umana a forma di bipede, questa sera, si è fottuto la mia bici ancorata al parcheggio dell capolinea della metro.
100 euro da Decathlon l'anno scorso. Mi ha lasciato la catenazza verde il bastardo.

Bene, a te, residuo di cena di facocero, dedico quanto segue:




 
postato da: santealtizio alle ore 20:38 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie:
giovedì, 31 luglio 2008

Meditatio Estiva Gramellini

Il pesciolino torturato
di Massimo Gramellini
mercoledì 30 luglio

Da quando ho letto la denuncia di una lettrice su «Specchio dei tempi», non riesco a togliermi dalla testa la scena di quei baldi ventenni che, in spiaggia a Varigotti, hanno torturato un pesciolino vivo, strizzandolo di mano in mano, sbattendogli la coda sugli scogli e infine usandolo come palla da tennis per i loro racchettoni. Non mi sorprende il sadismo. E nemmeno la faccia tosta con cui hanno replicato alle rimostranze della lettrice: «Ci stiamo divertendo». Ciò che fatico a mandare giù è l’atrofia delle emozioni che impedisce ormai a troppe persone di mettersi nei panni di un altro, di chiunque altro, persino di un altro particolarmente piccolo e inerme come un pesciolino. Chiedersi che cosa prova l’innamorato che stiamo ingannando, il bambino che stiamo trascurando, il sottoposto che stiamo umiliando, l’animale, la foglia o la pietra su cui stiamo infierendo.

Si tratta di un esercizio di ginnastica dell’anima che un tempo veniva insegnato fin dalla tenera età. Serviva a renderti un po’ meno irresponsabile dei tuoi atti. Ma soprattutto a farti sentire parte di qualcosa di più ampio delle tue paturnie individuali. Parte di una comunità, di una nazione, del creato. Invece questo solipsismo menefreghista spacciato per libertà ci ha ridotti a un balletto isterico di particelle staccate, perse dietro le proprie rivendicazioni personali, ma incapaci di prendere anche solo in considerazione quelle del prossimo. Ciascuno sfoga la sua irrilevanza torturando i pesciolini che può. E ciascuno è a sua volta il pesciolino di qualcun altro.

In Mediaset virtus

di Massimo Gramellini
Giovedì 31 luglio

Mediaset ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube, che le carpisce a sbafo i programmi per arricchire la sua sterminata videoteca su Internet. Ecco una di quelle notizie che ti fanno invecchiare. Appartengo alla generazione cresciuta con la tv privata e ricordo tutti i passaggi della sua giovinezza, assai più scapestrata della mia perché vissuta sempre sul filo della legge. Mamma Rai era l’istituzione, la sicurezza, la noia. Mediaset (che allora si chiamava Fininvest) il figlio ribelle che faceva il surf sopra le regole e inondava ogni spazio non transennato. Ricordo i programmi registrati su cassetta e trasmessi dalle emittenti regionali in contemporanea per eludere il divieto della diretta nazionale. Le guerre delle antenne combattute all’ultimo interruttore: i pretori spegnevano e zio Craxi riaccendeva. La leggenda dei solenni accordi di spartizione pubblicitaria con la concorrenza, firmati il venerdì per entrare in vigore il lunedì successivo, ma resi cartastraccia durante il weekend, quando si narra che gli uomini del Biscione vendettero tutti gli spot dei mesi a venire. Che rapidità, che energia, che faccia tosta.

Gli anni sono passati. Non per il proprietario, che resta un ragazzino allergico alle istituzioni persino adesso che le ha occupate. Ma per noi e per l’azienda che, raggiunta la mezza età, è costretta a usare gli antichi mezzi di Mamma Rai, le leggi, per difendersi dalle scorribande dei nuovi giovani di YouTube: pieni anch’essi di energia, rapidità, faccia tosta. E senza neanche uno zio socialista a coprire loro le spalle.
postato da: santealtizio alle ore 08:48 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 30 luglio 2008

Fanculo Alitalia, volo con chi conviene

"Amo l'Italia volo Alitalia".

berlusconi-aviatore

Che il dio dei cieli lo strafulmini quel nano con le toppe, e che gli recida le corde vocali. Con dolore.
Il genio del marketing, che nel tempo libero ricopre la carica di primo Ministro of Italy, ha coIpito ancora.
Mentre lui slogeggia, il paese cola a picco.

Come previsto la cordata italiana che salverà Alitalia (per i prossimi sei mesi) è formata da noi cittadini.
La cordata degli industriali rileva la parte sana dell'azianda (ed è una notizia sapere che una parte sana in Alitalia esiste ancora), mentre si costituisce una "bad company" con dentro tutti i debiti della mitica compagnia di bandiera.
I debiti, come prevedibile, li pagheremo noi. Senza, per altro, essere stati interpellati.
Vaselina, please.

Cinquemila gli esuberi. Senza vaselina, off course.

Con Alitalia non volo più da tempo e non ci volerò più.
Solo se la Garfagna facesse l'hostess con le sue sorelle, cugine e amiche potrei ripensarci.

Silvio Berlusconi gira in Audi e Mercedes, ed io devo volare su degli MD80 che nemmeno Icaro considererebbe decenti?

Ma che andasse a fare in culo lui, chi lo ha votato e l'Alitalia.

culo

postato da: santealtizio alle ore 21:49 | link | commenti (11) | commenti (11)
categorie: politica, sesso, viaggiare, culo, berlusconi, alitalia
martedì, 29 luglio 2008

vacanze d'egitto

27072008848
14 notti sul mar rosso. molto a sud, quasi in sudan.
riposo assoluto, relax totale.
vediamo quanto dureranno le batterie appena ricaricate.


tornando dall'africa turistica ho scoperto che:


1. silvio berlusconi è il nuovo sindaco di Napoli e governatore di Campania.
Con l'operazione "monnezza go home" ha sancito una volta per tutte che Napoli è una città in ginocchio. Milano conquista Napoli, e i napoletani ne sembrano entusiasti. Siamo al post neo-colonalismo.
Fantastico.
Fossi Bassolinojervolino espatrierei.

2. i militari pattuglieranno le strade delle città italiche in appoggio a pulotti e caramba. Ci voleva un genio come Maroni-La Russa per fare ciò che da tempo sarebbe stato logico-giusto-necessario fare?
Piuttosto che grattarsi le gonadi in caserma, fuori a lavorare.

3. se sei dipendente statale e ti ammali, lo Stato ti manderà il controllo a casa.
Era proprio necessario arrivare al Miniministro Brunetta per approvare una norma a dir poco ovvia?

Forse dovevo rimanere in Egitto.

Bentornato a casa!

24072008838
postato da: santealtizio alle ore 15:11 | link | commenti (19) | commenti (19)
categorie: politica, news
sabato, 12 luglio 2008

god save the queen

Quando Jonny Rotten (classe 1956) ha attaccato "God save the queen" ho perso il controllo. Mi sono trovato a lottare con ragazzotti addestrati al pogo come marines alla guerra. Ho resistito con onore.
Dopo undici anni ho fatto il pieno di botte date e prese.

Il punk esiste ancora e puzza sempre di sudore, marijuana e birra.
I Sex Pistols ne sono gli unici veri interpreti. Gli altri, ci provano.
Jonny Rotten, gonfio di birra, è un mago del proscenio. Trascina le folle, insulta e agita, provoca e urla.
Steve Jones (1955) in bermuda e maglietta, fisico da camionista e faccia da muratore, è sempre cattivo.
Glen Matlock (1956), al basso, ha fatto un patto con il diavolo. Nemmeno suda.
Paul Cook (1956) alla batteria, secco come un chiodo, si divertiva come un bambino. Assomiglia a Mike Jagger, ma meno tuonato.
E' la riscossa dei cinquantenni.

Il concerto dei Sex Pistols è finito da meno di due ore.
Torino ricorderà per un pezzo questa serata.

vado a dormire.
a tra due settimane.

sex pistols a torino
postato da: santealtizio alle ore 01:13 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: musica, torino
venerdì, 11 luglio 2008

ci vediamo tra due settimane

si va in vacanza, in terra d'Egitto.

Volevo ringraziare tutti per la partecipazione a questo blog.
L'ho inaugurato due anni fa per farmi un regalo per i miei primi 40 anni.
E sono stati due anni molto densi.
La vacanza arriva al momento giusto. Devo proprio staccare la spina.
Stanotte avevo la febbre e uno dei miei tipici dolori de panza.
Se sopravvivo ci vediamo a fine mese :-)
Se non sopravvivo avrete mie notizie comunque :-)

ciau nè


postato da: santealtizio alle ore 11:24 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie:
venerdì, 11 luglio 2008

padre e figlia

Della vicenda della ragazza di Padova uccisa in Spagna da un uruguagio ubriaco conosco pochi dettagli. Non amo la cronaca nera, soprattutto se ha come protagonista una ragazzina con la faccia normale.

Vedevo con finto distacco i servizi al TG e pensavo a mia figlia.
Sara ha 11 anni, Federica lavorava. Ma era ancora molto giovane.
Andare a fare una vacanza a Lloret del Mar, significa andare in cerca della botta di vita.
Sesso, droga e rock and roll. Solo che poi ti ritrovi a giocare con il fuoco.
E la vacanza diventa una roulette russa.

Sarei riuscito ad impedire a Federica di andare laggiù se fosse stata mia figlia?
Ieri una ragazzina coetanea di Sara, al telefono, l'ha  pesantemente insultata (troppo pesantemente per il contesto e l'età) perchè "colpevole" di essere amica del suo fidanzato.
Tutto normale. O forse no.

Sono già all'erta. Alla prossima telefonata di quel tenore, troverò un modo per dire la mia.
Lo sento come dovere: protettivo verso Sara ed educativo in generale.
Se ad 11 anni riesci a definire in modo più che becero una tua coetanea, tra qualche anno cosa dirai?

E quindi, sarei riuscito a evitare a Federica di farsi strangolare da un pazzo imbottito di alcool e droga?
Il problema è che anche il papà di Federica se lo starà chiedendo.

Fare il genitore è davvero un brutto mestiere.


1






postato da: santealtizio alle ore 09:26 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: news, famiglia
giovedì, 10 luglio 2008

last day

Torino-Verona-Torino, con sveglia lle 5 rientro alle 20.
In sè non è una gran sfacchinata, ma sono stanco come se avessi scalato una montagna.
La sera crollo dal sonno, mi immergo in un rem profondo. E al mattino quando apro gli occhi sento già la stanchezza farsi avanti.
Da qualche giorno lo stomaco è attorcigliato. Non ho più l'età per vivere "alla grande".
C'è di buono che mangio poco e che la panzetta è meno panzetta.
Insomma, c'è sempre un bicchiere mezzo pieno. Almeno così si dice in giro.
Non sono nemmeno lucido abbastanza per notare il bicchiere.
Prevedo una seconda metà di estate complicata.
Incrocio le dita.
postato da: santealtizio alle ore 22:20 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 09 luglio 2008

Dario suggerisce, Sante raccoglie

postato da: santealtizio alle ore 20:07 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: musica, politica
mercoledì, 09 luglio 2008

god save the queen

Domani sveglia all'alba. Alle sei si parte. Destinazione: Verona.
Ultimo appuntamento di lavoro prima delle vacanze.
Mi sento come un maratoneta all'ultimo chilometro. In debito di ossigeno, del tutto.
L'ultima settimana è stata molto pesante: dal funerale di Mario a oggi mi sono quasi trascinato fin qui. Cuore gonfio e testa in palla.
Ancora uno sforzo e poi metto il culo a mollo nel Mar Rosso. Un'ultima botta venerdì sera, una specie di anticipo di vacanza.
Vado a vedermi in solitaria i
Sex Pistols, a Torino, alla Pellerina.
Nel 1978, quando si sciolsero, avevo 12 anni.
Un terzo di secolo fa.




postato da: santealtizio alle ore 14:55 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: musica, torino
mercoledì, 09 luglio 2008

arististide e la tempesta

Quando Aristide posò il piccolo telefono nero pece comperato con i punti della benzina,
non era sicuro di aver letto bene.
Ma era tardi per rileggere. Per sciogliere i dubbi.

Aristide è troppo impulsivo. Troppo.
Aveva già cancellato. Come se gli occhi, il cervello, lo stomaco, il cuore, fossero andati in corto circuito.

Ma il senso di quello che aveva letto gli era chiaro.
Chiaro come il cielo azzurro nelle mattinate di luglio dopo una notte di vento.

Aristide amava luglio. Era il mese che più gli calzava il viso.
Prendeva colore, sembrava una fetta di pane tostato.

Ora guardava il telefono come si osserva un cavo elettrico scoperto.
Preferisce la voce, Aristide. Non ha l'età per quella diavoleria presa dal benzinaio.

La voce è viva. Porta con sè l'emozione.
Ha gli accenti al posto giusto. Tutte le sillabe. Non ci sono nè le K, nè le X.

Se parli ascolto, se parlo capisci.
Gli "sms" non riesce nemmeno a scriverli bene. Li spedisce a chi non dovrebbe.
Gli sms non spiegano, non dicono, non raccontano.
Eppure, aveva capito lo stesso.

Se non avesse spedito, giusto tre anni fa, un sms alla persona sbagliata.
Tutto ciò non sarebbe capitato.
Aveva digitato malamente. Ma era già partito. E arrivato.

"Chi di sms ferisce, di sms perisce".
Un giorno qualcuno lo scriverà un libro con un titolo del genere. E Aristide andrà a comperarselo.

Adesso ad Aristide non resta che cercare di riposare.
Una tempesta è passata, l'altra stà per arrivare.

tratto da: "55" di L. Baker

postato da: santealtizio alle ore 14:23 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: racconto
martedì, 08 luglio 2008

O ZAPPATORE

L'ho sempre detto che erano braccia strappate all'agricoltura!

zappare la terra
postato da: santealtizio alle ore 20:30 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: politica, berlusconi
martedì, 08 luglio 2008

Briciole

Si conoscevano bene.
Erano cresciuti nello stesso quartiere.
Li dividevano pochi palazzi di distanza e una manciata di mesi di età.
Lei alta e bionda fin da subito. Lui basso e nero, e non crebbe mai.

Amici. Di quelli che ti ricordi quando pensi a ciò che sei stato un tempo.
I giochi in cortile, i libri di scuola e le risate rumorose.

Un bivio dopo l'altro si sono allontanati e poi, un giorno, ritrovati.
Per caso. Ammesso che il caso esista davvero.

Erano diversi se non che, lei era ancora alta e bionda, con un lavoro,
una famiglia, un marito avvocato,
tre figli di cui due gemelli, un mutuo, un cane.
Il gatto era morto.

Lui era passato di fallimento in fallimento. Almeno così diceva.
Ma non era vero.
Aveva faticato e sofferto.
Aveva patito nel fisico malattie piccole e fastidiose.
Ma era ancora lì, forte come un tempo.
Aveva un negozio di strumenti musicali, dicevano che la sua musica guarisse.
Quando le nubi si addensavano lui andava a ballare.
Era un ballerino elegante e frenetico. Piccolo e bello.

Si incrociarono ancora le vite per un po' e per caso.
Ammesso che il caso esista davvero.
Lei cercava musica per i suoi pochi pomeriggi di solitudine.
E forse voleva essere guarita.
Ma non lo sapeva.
Si incrociarono per caso.
Ammesso che il caso esista davvero.

Lei gli offrì, in cambio, delle briciole di pane e lui le divorò.
Poi lui le chiese se aveva del pane.
Le briciole erano buone. E aveva fame quel giorno.
E gli strumenti musicali costano e le cure costano. Fatica e sudore.

Lei lo cercò nella sacca che aveva a tracolla.
Con la testa infilata dentro cercava, cercava.
Sembrava fossero passati anni quando riemerse dalla sacca, in silenzio.
Aveva in mano il pane. E sorrideva.

Ma lui, il ballerino elegante, era scomparso.
Con lui il negozio si strumenti musicali.

autore sconosciuto, dal web
postato da: santealtizio alle ore 11:02 | link | commenti | commenti
categorie: racconto
lunedì, 07 luglio 2008

aggiungi un posto a tavola

Dopo la festa mondana del vertice della FAO (l'agenzia umanitaria internazionale che si dovrebbe occupare di fame nel mondo) anche il mitico G8, oggi, ha detto la sua: "Creiamo un fondo europeo di un miliardo di dollari per sfamare i paesi poveri".

Ma dai? Davvero? Che idea originale! Grazie, davvero grazie. Che statisti illuminati, quali saggi governanti l'occidente annovera!
Ma che culo, diciamolo!

Ovviamente lo hanno deciso a pranzo.
Gli sarà venuto in mente prima o dopo gli antipasti?

Sono giorni un po' così, sono particolarmente intollerante.
Ben oltre il mio già bassissimo livello di guardia.

Di Africa, sviluppo, fame del mondo se ne parla così tanto e così a sproposito da farmi davvero scatenerae gli istinti più biechi.

Basterebbe un viaggio di una settimana.
Senza scorta e paparazzi al seguito. Basterebbe che i primi ed i secondi ministri dei peasi del G8-9-10 e via a salire, organizzassero un viaggietto in Africa. Scelgano liberamente la destinazione tra: Nord, Corno orientale, costa occidentale  o grandi laghi. Possono spingersi fino al Sud.
Pacatamente, serenamente.

Un cooperante, un missionario, un rappresentante della società civilieche si presti gratuitamente (s'intende) a fare loro da guida lo si trova in un amen!

Avranno di che stupirsi.
E' possibile che la smetteranno di parlare a vanvera di fame nel mondo divorando costolette e faranno ciò che da decenni avrebbero già dovuto fare: smettere di usare l'Africa come deposito della raccolta differenziata globale.
postato da: santealtizio alle ore 23:09 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: politica, africa
domenica, 06 luglio 2008

Bella Ciao

Non pogo da undici anni.
L'ultima volta è stato al concerto dei Modena City Ramblers, mia moglie era incinta di Sara.
Diciamo che Sara è la mia unità di misura da "assenza di pogo".

Ieri sera, al Colle del Lys c'era il concerto di Cisco, l'ex cantante dei MCR.

Il 2 luglio del 1944 i Nazi fecero incetta di partigiani in quella fetta di Valle Susa.
Lassù, ieri sera, era il "Giorno della Memoria".

Serata fresca, cielo stellato, musica di quelle che piacciono a me:
folk, rocchettara, militante, fiati e archi a go-go. da ballare, punto e basta.


Ho salutato famiglia e amici al seguito e mi sono avvicinato al pogo.
Undici anni dopo.

Avevo bisogno di scaricare qualche tensione in eccesso.
Dopo aver dato uno sguardo alla poltiglia umana che si spingeva, cantava e saltava,
ho rinunciato.


Erano tutti ventenni, sorridenti, urlanti. Io sono quarantenne, ero poco sorridente e piuttosto silenzioso.

Mi sono sentito fuori posto.
Brutta sensazione, specie quando sai che non è esattemente così.
Ti senti in ritardo o in anticipo.
Più che fuori posto, fuori tempo.

Mi sono tenuto in disparte e con il pugno sinistro alto e chiuso ho cantato
Bella Ciao.

ciscocisco
postato da: santealtizio alle ore 22:49 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: musica, politica, amore, guerra
venerdì, 04 luglio 2008

ninnananna

c'è silenzio stasera in casa. sarà perchè sono solo.
morfeo questa volta arrivera tardi, molto tardi.
sebbene vorrei arrivasse prima del solito.
colpa del caffè bevuto a cena. colpa del caldo.
il vasco direbbe che è "colpa d'alfredo".
ok, è colpa di alfredo.
leggo (non credo), guarducchio un film (Miami Vice...).
spengo i cellulari.
quello dell'ufficio per primo: il capo manda sms agli orari più strani.
quello mio per secondo:
metti che qualcuno voglia cantarmi una ninna nanna...
no, non credo. nessuno arriverebbe a tanto.

click.

manaus 061
postato da: santealtizio alle ore 23:04 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie:
venerdì, 04 luglio 2008

numeri e parole

barcelona
Siamo 60 milioni. Quasi. Sessanta milioni ci cittadini risiedono stabilmente in Italia.
I dati ISTAT sono freschi freschi.

Eppure ci si sente soli, insicuri, impauriti, preoccupati.
Siamo, troppo spesso, soli con noi stessi, con ciò che abbiamo dentro.
Ammesso e non concesso che dentro si abbia qualcosa.

Usiamo gli sms e le mail per "parlare". Li usiamo al posto del suono della voce.
E poi non ci capiamo.
E ce ne stupiamo.

Spesso non diciamo nulla. Nè sms, nè mail, nè parole sonanti.
Il silenzio a volte è d'oro, altre volte è la tomba di noi stessi.
E accettiamo di morire. Un suicidio silenzioso.

Siamo 60 milioni di individui incapaci di uscire dal guscio stretto della nostra vita quotidiana.
Di queste sei decine di milioni di esseri umani, gli stranieri iniziano ad essere tanti.
Sei ogni cento abitanti.
Forse dobbiamo mescolare sangue, usi e costumi, cibo e sorrisi per uscire allo scoperto.
Per diventare qualcosa di meglio di ciò che siamo.

Vado a guardarmi allo specchio.
Io starò zitto, vediamo cosa mi dice quel tipo con il pizzetto e capelli corti brizzolati riflesso davanti a me.


postato da: santealtizio alle ore 08:20 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie:
giovedì, 03 luglio 2008

il fattore C



postato da: santealtizio alle ore 23:59 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: musica
giovedì, 03 luglio 2008

WONDERFUL LIFE

postato da: santealtizio alle ore 11:34 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie:
giovedì, 03 luglio 2008

pax

Non mi ricordo più come si prega. Credo di averlo dimenticato.
Ieri mattina davanti alla bara di Mario mi sono solo augurato
che il Paradiso esistesse davvero.
A 13 anni Mario è entrato in convento perchè voleva fare il missionario. Come suo fratello.
Ha vissuto in mezzo alle baracche della periferia di Manaus e nelle capanne lungo i fiumi.
Ha fatto l'ostetrica, il muratore, l'insegnante, il contadino.
Mao Tse Tung sarebbe stato contento di lui:
Mario era un intellettuale con la coscienza operaia.
Lui, il Paradiso nel quale ha sempre creduto, lo merita.
Se non ci fosse, spero che qualcuno ne abbia preparato uno. Apposta per lui.
In fondo abbiamo tutti diritto al nostro piccolo angolo di Paradiso.
Se non sarà qui, sarà da qualche altra parte.
Un posto nel quale stare in pace, finalmente.

postato da: santealtizio alle ore 08:50 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: religione, brasile
giovedì, 03 luglio 2008

SEIS ANOS DESPUES

BetancourtIngrid-1ingridIngrid Betancourt
è libera

postato da: santealtizio alle ore 00:10 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: politica
martedì, 01 luglio 2008

hai rotto i MARONI

Sarà che sono di pessimo umore, ma questa mattina mi sono alzato con il bisogno di mandare qualcuno a raccogliere margherite nella depressione della Dancalia. Ho scelto Bobo Jazz Maroni, ennesimo Ministro per Caso.

La sua idea di prendere le impronte digitali ai bambini Rom è davvero degna di ripetuti calci nelle padane natiche del Ministro.
Vabbè che non siamo un paese normale, ma a tutto dovrebbe esserci un limite.
Non pretendo da Bobo sfoghi di cultura letteraria, nemmeno analisi dotte e approfondite, però la saga della minchiata è troppo.
Dato che siamo nel terzo millennio e viviamo nel ricco occidente, riesumare l'idea posticcia dei "pogrom" morbidi, ha dell'incredibile.
Per di più a carico di bambini.

Caro Ministro dell'Idiozia Conclamata, se vuoi prendere le impronte digitali a qualcuno, prendile a tutti. Tutti. Da Marchionne a Materazzi, da Silvietto Tuo al sottoscritto. Dalle veline ai padani della bergamasca. Tutti coloro che qui vivono siano schedati. Tutti coloro che qui arrivano si adeguino.

Invece, il caro Bobo Spaccamaroni, inizia da quelli che difficilmente si organizzeranno in gruppi "NO IMPRONTE" e se lo facessero, chi se ne fotte, tanto non votano.

Sei un coniglio, caro Bobo, anzi, un vero stronzo.
Per la Dancalia, vai dritto verso sud.
postato da: santealtizio alle ore 08:23 | link | commenti (21) | commenti (21)
categorie: politica

Chi sono

Utente: santealtizio
Nome: sante altizio
gli unici che forse sanno davvero chi sono, credo siano i miei figli. un fatto genetico, forse. oppure sensoriale, tattile, olfattivo. un giorno chiederò a Sara e Matteo: "ma io chi sono?". sante.altizio@hotmail.it

Commenti recenti

utente anonimo in non fare l'indiano

Archivio

oggi
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Foto recenti

Blog video: il poeta di casa
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte