Diario di viaggio

un reporter si sente a casa solo quando è in viaggio (R. Kapucinski)
lunedì, 30 giugno 2008

mario se n'è andato

E' morto questa mattina, dopo  una settimana di ospedale. A settembre era fresco come una rosa. Si  era beccato la  lebbra in  Amazzonia, e da buon missionario "old style" è guarito.
Il cancro lo ha sconfitto. Anche se mangiava papaia e mango, riso e fagioli, e viveva tra gli alberi della foresta.
E' il protagonista del film scritto e montato con Luca Olivieri, l'impavido giovanotto a destra nella foto.
Lo ha visto in anteprima due settimane fa, a Torino.
E si vergognava, vedendosi, ridendo di sè.

Dedicheremo il film a Mario Monacelli, padre Mario Monacelli, frate cappuccino da Grello.


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domenica, 29 giugno 2008

TRE

culo
1.
Antonio Di Pietro è un mito assoluto.
Berlusconi è un puttaniere, diciamocelo. Lui sta alla politica come il sottoscritto alla fisica quantistica.
E pensare che per due settimane ho creduto che lo Psiconano fosse cambiato.
Di Pietro prende a calci in culo il Nanetto un giorno sì e l'altro pure. Che Dio lo benedica.

2. Mario Viano è un eore.
E' un oscuro funzionario piemontese, sono 4 anni che cerca di far dialogare i sindaci della Val Susa e il Governo, con i NO TAV seduti al suo uscio di casa. Ce l'ha fatta. Camillo Benso gli fa una pippa.

3. Alitalia atterra una volta per tutte.
Sono 4 mila gli esuberi previsti dall'improbabile intervento di Banca Intesa per salvare la Compagnia di bandiera. Air France ne prevedeva 2 mila. Il fallimento è prossimo.
Godo. MI auguro che i 4 mila licenziamneti siano effettuati scientificamente tra le fila dei dipendenti-elettori del centrodestra.

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categorie: politica, berlusconi
sabato, 28 giugno 2008

il destino in una destinazione

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Sull'Eurostar Firenze SNM-Torino PN vi ho trascorso trenta minuti più del previsto. Se fossi un cittadino spagnolo mi rimborserebbero l'intero costo del biglietto. Sono italiano, mi devo accontentare di cercare un complicato rimborso parziale e tempi lunghi.


Dalle 17 alle 21 e 30 ho occupato la carrozza 9, posto 71. Corridoio (è più pratico. stendi le gambe e se ti scappa la pipì non devi fare i 400 metri a ostacoli).

E' stato un tripudio di suonerie: dall'Inno di Mameli ai motivetti arabi. Siamo o no un paese multiculturale?
Ho ascoltato i discorsi di mezzo vagone: lavoro, amore, spettegolio. Di tutto un po', una Babele su rotaia.
Molti pc accesi e diversi film in programmazione. nessuna Play Station, l'età media era altina.

Posto che metterei l'obbligo di tacitare le suonerie, mi sono chiesto: ma perchè non parliamo tra di noi? perchè non socializziamo un po'?
Metti che hai l'anima gemella seduta nel sedile di fronte e te la perdi perchè sei al telefono con l'amica del cuore lagnandoti che ti la lasciato per una brasiliana (come dargli torto?). metti che hai appena perso il lavoro e davanti a te c'è un AmmDel che è alla disperata ricerca di uno con il tuo curriculum.

Metti che la vita abbia preparatao il tuo Bingo su misura e te lo sei perso perchè eri attaccato al telefono a dire cose che avresti potuto dire il giorno dopo. O appena arrivato a destinazione.

Per qualche ora, forse, ieri qualcuno della carrozza 9 ha buttato nel cesso il suo biglietto della lotteria.
E non lo saprà mai.

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categorie: vita, viaggiare, treno
mercoledì, 25 giugno 2008

anonimi e virus

a causa dell'anonimo virus vendiviagra,
sono costretto a bloccare i commenti anonimi.
chiedo scusa ai naviganti
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mercoledì, 25 giugno 2008

Gran Possibilità Libertaria

La potente Santemobile (Fiat Marea SW, 1.6 a benza, anno 2002) ieri ci ha condotto in gita fino al lago di Embrun, poco oltre Briancon. 100 km dal portone di casa.
Nel 2003 ho trasformato il potente mezzo in uno scoppiettante e placido automezzo a GPL.

Scopo del viaggio Oltralpe: l'acquisto in gran quantità di medicine omeopatiche, che nel paese di Robespierre costano la metà rispetto a noialtri babbei.

350 km di asfalto percorsi per 21 euro di GPL.

Se non fosse che l'autostrada Torino-Bardonecchia costa come una crociera breve nel mediterraneo, sarebbe uno spasso.
Vive la France!


24062008612
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categorie: economia, viaggio, sanità
lunedì, 23 giugno 2008

ILCULODILIPPI

A casa di Fabrizio il Giornalista (con moglie, due figlie, amica delle figlie e fido Collega Diego) abbiamo assistito alla Madre Putativa di tutte le partite.

Per fortuna, abbiamo perso.
Se gli Italici avessero battuto i Mangiapaella, dubito che sarei riuscito a trovare un taxi che da Ponte Lungo mi avrebbe portato a via del Trullo entro l'alba.
Sarei ancora imbottigliato nel traffico tricolore, altro che volo da Fiumicino alle ore 6.55 (tra l'altro Blu Express è puntuale come la dissenteria in Medio Oriente. Magnifica. Blu Express, non la dissenteria)!

Brutta partita, giocatori stanchi, allenatore già con la valigia in mano. E un po' mi dispiace, ma Donadoni non è uno stratega del pallone e poi è troppo calmo, educato, riservato, colto per allenare Gattuso, De Rossi, Materazzi, Camoranesi.

Donadoni a casa ha una libreria piena di libri letti. Usa congiuntivi e condizionali senza sbagliarli.
I suoi giocatori sono fermi al presente indicativo periodico (nel senso che periodicamente ne dimenticano del tutto l'esistenza e comunicano solo con gesti e suoni scomposti).

Ha perso contro un allenatore di settant'anni, evidentemente affetto da Alzeihmer, tondo come una polpetta, avulso dalla realtà. Non aveva idea di cosa stesse succedendo in campo. Ha sostituito il Maradona Iberico (Torres) per inserire il Bruscolotti Iberico (Guiza).
"Cogno" (se dice en Espana) che idiota! Una verdadera locura!
Ma non è bastato ad aiutare Dunadun da Berghem.

E poi Il Culo di Lippi lo ha solo Lippi, lo dice la parola stessa: "ilculodilippi".
Quello sì che è un allenatore! Solo all'Inter ha fatto casini (un caso, i casini?).

Se per passare il turno fosse servito un pareggio per due a due, con passaggio di Giove in Saturno e la contemporanea vittoria della Cina in Corea nel torneo di freccette del dopolavoro fevviario di Pechino Est, l'elezione di Obama con il 78,3% dei voti e la subitanea dipartita del Papa per scossa elettrica a causa di rasoio difettoso, sarebbe avvenuto. Anche senza l'intervento di Luciano Moggi (forse).

Per decenza non ho postato Ilculodilippi, ma ilculodellemoglideicalciatori, uno per tutti. Tutti per uno?
Il che spiegherebbe (almeno in parte) lo scarso amore per giovini pedatori per la cultura libraria a vantaggio della CULtura popolana.

culo
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categorie: cultura, italia, calcio, sexy, donna
domenica, 22 giugno 2008

Mr. Beans

fagioli prima
anche i santi mangiano fagiolifagioli dopo
foto di Diego Fatone - www.diegofatone.com

diego e l
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categorie: cinema, roma, lavoro
sabato, 21 giugno 2008

E VENNE IL GIORNO

E venne il giorno che vidi un film di una bruttezza rara. Grandi incassi, palline di critica manco fosse un albero da addobbare per Natale.
Metà horror, metà non saprei. Scontato, recitato male, girato così così, montato alla "muoviti che non c'è tempo da perdere".
Idea in parte buona, in sostanza buttata lì, senza farne una sceneggiatura decorosa.
Il personaggio della moglie rompicoglioni merita almeno un paio di conati di vomito.
Dopo dieci minuti di film Diego ed io organizzavamo la fuga dalla sala, ma 7 euro e 50 centesimi di biglietto sono un deterrente incredibile.

E venne il giorno che un Hummer ha percorso il Viale di Trastevere alla stessa velocità del nostro jumbotram numero 8. Io ho speso un euro, lui almeno 300. Ne ho goduto un po', mentre lo guardavo dal finestrino con aria di sfida (tipo Raikkonen - Hamilton in griglia di partenza del GP).

E venne il giorno che in via della Vite, a due passi da Piazza di Spagna (no dico, Piazza di Spagna a Roma, mica cotiche), 4 pizze, 5 birre (di cui tre medie), 3 antipasti e una bottiglia d'acqua senza bolle, le ho pagate 63 euro (con ricevuta).
Come a Collegno, zona stazione. Fate voi.

(Malessere, non mi ci hanno portato in via Cadorna, stì burini)

e venne il giorno
Ai ev e question.
Perchè nella locandina del film ci sono in bella mostra una SAAB dell'anteguerra, un maggiolino old style ed una vecchia Fiat Punto (identica a quella di mamma Rosa)?
Ho atteso quell'inquadratura tutto il film. Nada, de nada.
Fangala.
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categorie: cinema, roma, recensione
venerdì, 20 giugno 2008

ieri sera

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mercoledì, 18 giugno 2008

NON MATURO

Quell'anno, credo fosse il 1985, rappresentai lo 0,8% dei maturanti italiani. Ero entrato di diritto nell'esigua minorenza degli imbecilli bocciati all'esame di maturità.

Del liceo Massimo d'Azeglio ho, nel complesso, un pessimo ricordo. Troppo classista e razzista per un figlio di "baracchino" di Mirafiori. Ed io troppo "gagno" per resistere all'onda d'urto.

Detto ciò, quella bocciatura poteva starci. Studiavo troppo poco e troppo male. E senza santi in paradiso, lì al Daze, non te lo potevi permettere. Sarebbe bastato un papà avvocato ex-allievo, ma il mio aveva fatto l'avviamento a Minervino Murge. Gap insanabile.

Comunque sia, un paio di prof di allora, se li incrociassi, li riempirei di mazzate. In quel tempo sentivo puzza di ignoranza profonda e incompetenza conclamata. Oggi ne ho la certezza scientifica.

Essere dichiarato "non maturo" da quella massa di bestie laureate nel Sessantotto è stato il colmo, ma ho imparato la lesson.

In culo alla balena ai maturandi di oggi. E poi a Roma, oggi c'è il sole ed il cielo azzurro.

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categorie: scuola
sabato, 14 giugno 2008

orazione futura

Pomeriggio al funerale di Zio Renzo, a Villardora.
La famiglia è in pieno cambio generazionale.
Eravamo a due metri dalla bara ricoperta di rose rosse. Matteo ed io.

Don Nonmiricordo era alle prese con un'omelia più che discreta.
Una rarità di questi tempi. Seguivo con stupita attenzione.

Matteo era in braccio a me, testa appoggiata alla mia spalla.
Silenti, come si conviene alla situazione.
All'improvviso rompo (con cautela) il silenzio:

"Matteo ai miei funerali lo farai un bel discorso?"
"Sì. Ma dove lo farai il funerale?"
"Non lo so, mica deciderò io. Sarò morto".
"Giusto. Allora lo faremo a San Siro ed io farò un discorso nello stadio".
"Affare fatto".

noi due
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categorie: vita, calcio, morte
sabato, 14 giugno 2008

fratelli d'Italia, cugini di romania

Lo confesso, quando Panucci ha pareggiato  ho spalancato la finestra al pian terreno ed ho gridato come un forsennato:

 "GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLL".

Le convulsioni nazionalistiche sono giunte ad ovvia reazione al gollonzo di Mutu (pangiapane a tradimento, se non era per Moratti giocavi ancora in Transilvania con le collane di aglio al collo).

In via Rossini, Collegno, cinta ovest della Capitale Subalpina, abitano decide e decine di famiglie rumene.
E' stato un breve e rapido tripudio. Petardi compresi. Trenta secondi di Capodanno posticipato.

Ed io, manco fossi un cane con la prostata, ho segnato il territorio:

GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLLLLLLLLL

barcelona
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categorie: calcio
mercoledì, 11 giugno 2008

amarezza

Ha i giorni contati.
Le metastasi corrono troppo velocemente, anche se non è più un ragazzino.
Una sessantina d'anni portati alla grande. Da sempre in Amazzonia, a fare il missionario cappuccino.

Semplice e intelligente. Intelligente e simpatico. Simpatico e saggio.

Uno di quei preti che ancora ti regalano la voglia di credere che forse c'è un Dio e che la Chiesa un barlume di senso magari ce l'ha.

Lui non giudica, ascolta. Predica con il cuore. Ha imparato dai brasiliani.
Veste il saio e le infradito, bermuda beige e maglietta bianca.
Sorride e piange. Scherza ed è capace di silenzio.

Abbiamo trascorso insieme tre settimane sul fiume, a settembre, nell'Alto Solimoes.
Siamo diventati amici. O almeno lui lo è diventato per me.
Domani verrà a vedere il film finito, lui che ne è protagonista indiscusso.
E poi inizierà la chemioterapia.

Ho un nodo alla gola.
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categorie: cinema, chiesa, brasile, documentario, aids
martedì, 10 giugno 2008

venerdì 13

Se l' Inter avesse perso 3 a 0, avrei aperto un triduo di lutto, imprecato contro il destino cinico e baro, invocato il fuorigioco, augurato alla casta arbitrale di subire le sette piaghe d'Egitto.

Invece, ha perso la Nazionale, per cui, posso fare lo snob. Troppo milanista per i miei gusti, troppo intrisa di gobbi per destare il mio interesse.

Toni, Di Natale, Cassano, Matrix, i coriacei piagnoni romanisti, quelli sì che mi intrigano. Ma sono pochi e perduti nella marea rossobianconera.

Già ai Mondiali  del 2006 ho gufato contro Lippi almeno fino alla semifinale, poi ha prevalso l'orgoglio patrio.

Vuoi mettere De Rossi al posto di Ambromerda, Cassano al posto del Codino Oriundo, Grosso al posto dell'ectoplasma di Zambrotta?

Mister Donadoni sarà una brava persona, ma è sanguigno come una lisca di pesce. E poi, come Lippi, a smenarmela sempre con "il metronomo Pirlo-pirla".

Ma buttate nella mischia Perrotta che se lo mangia quel mezzogiocatore bilanista, utile solo su punizia!

E comunque, venerdì 13, i 22 italpedatori rischiano di fare le valigie e di assistere alla fine del Campionato Europeo di calcio comodamente seduti a casa.

E ce la giochiamo con la Romania. Nazione assai in voga da noi nelle ultime settimane.

Dopo la caccia ai Rom, la richiesta di revisione del trattato di Maastricht verso la Romania, l'individuazione del nuovo pericolo per la collettività italiaca nella comunità rumena che risiede da noi, è possibile che da venerdì sera avremo un motivo in più per avercela con loro.

Non sono superstizioso. Forse.
E in fin dei conti un po' il tifo per i rumeni lo farò.

La vendetta è un piatto che, anche in Transilvania, si gusta freddo.

mutu


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categorie: italia, politica, calcio, immigrazione
sabato, 07 giugno 2008

BELLE ANIME PORCHE

Questa sera a Torino apre e chiude il Festival “Gioia e Sessualità”.
Sede dell'evento il Teatro Ambra (storico cinema-teatro a luci rosse) ,
in Via Chiesa della Salute, 77. L'organizzatrice del Festival, la scrittrice (?) Francesca Ferrando, presenterà il suo libro “Belle anime porche” durante il dibattito “Sessualità e censura”.

Interverranno il regista (?) Tinto Brass e l'attore (?) Bob Malone.
Le proiezioni inizieranno in tarda serata, ingresso riservato agli adulti, biglietto unico euro 15.


Giuro che è vero1

Posto che l'unico degno di essere citato è Robert Malone (più panza di Rocco Siffredi, ma per il resto più che degno competitore), la domanda è: perchè "La Stampa" dedica una doppia pagina ad una simil cagata?

Vero è che a Torino molti hanno campato (e bene) sulla produzione di pellicole porno (registi, troupe al completo, doppiatori, un po' di attori, affitta-ville per i set  etc. etc.). Vero è anche che per molti insospettabili della macchina da presa è stata l'ancora di salvezza nei momenti di magra.
Tutto vero.
Ma due pagine ammantate di glamour con un titolone "Torino è hard", lasciando spazio ad una signorina che ha avuto l'originale idea di scrivere di sesso e fare soldi, non è un po' una minchiata (lo dico con massimo  rispetto per Malone, ovvio)?

A Torino si promuovono svalangate di iniziative degne di nota (in genere culturali, ma nelle quali il culo in senso stretto non c'entra) che, però, le redazioni di giornali-radio-tv accolgono  sbadigliando con noia (e non segnalano).
Non appena si parla di gnocca, apriti cielo. Squllino le trombe e trombino le squillo.
E' l'evento. Redazioni in subbuglio.

Non capisco, ma mi adeguo.

Questa sera non potrò andare.
A quell'ora sono già da Morfeo, patisco dell'invidia del pene e poi non sono ancora maggiorenne.

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Bob Malone, a destra, accompagnato da ex-attrice del  cinema soft-pecoreccio anni Settanta-Ottanta oggi deputato (deputato a cosa non si sà).
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categorie: cultura, cinema, sesso, torino, pornografia
venerdì, 06 giugno 2008

LANA CAPRINA. singolare, femminile.

Lei. Senti, nel tuo blog ci sono spesso riflessioni interessanti, però scusami ma mandare una mail ogni volta che pubblichi un post non mi sembra affatto carino.
Quella funzione teoricamente serve per segnalare altri blog interessanti agli amici, non per fare pubblicità al proprio.
Credimi, ti mette in cattiva luce ed è un peccato.

Sante. Senti, non mando una mail ogni volta che pubblico un post. e se lo faccio non ho alcuna intenzione persecutoria. trattasi appunto solo di una mail. ne ricevo da molti utenti di splinder e ciò non mi provoca alcuna acidità di stomaco.
Non faccio pubblicità (operazione in genere di tipo lucroso) ma apro discussioni.
se mi mette in cattiva luce, non me ne preoccupo. a mettere in cattiva luce una persona dovrebbe essere ben altro. o no?
con stima
sante

Lei. Era solo un consiglio, regalo in genere poco apprezzato, ma ho corso il rischio comunque.
In effetti ciò che fai non si chiama pubblicità bensì spam, e lo fanno persone che non hanno altro modo di attirare gli altri. Te l'ho fatto notare perchè penso che ciò che scrivi attiri gli altri anche senza questi metodi che, ti assicuro, sono molto antipatici, ma poi a ciascuno le sue scelte. Ti chiedo solo di eliminarmi dalla lista di persone che ricevono quelle mail, sperando che sia ancora un mio diritto chiederlo.
Grazie

Sante. consideralo fatto. spam?
credo che un invito sia solo un invito, chiamalo come ti pare.
forse sono un po' vecchio per le contorsioni internettiane. sono persona semplice. se apro un dibattito invito a dibattere.
consigliassi viagra a basso costo sarebbe spam.
davvero insopportabile.
saluti

Lei. Decine di inviti autoreferenziali si chiamano spam.
E una persona che non vuole confrontarsi e insulta chi gli da un semplice consiglio si chiama ignorante.

Sante. Splendido.
il mio invito è spam.
le tue mail sono educative?
gongolati nella tua sapienza a lasciami in pace. grazie

Lei. Le mie mail non hanno mai avuto la pretesa di essere educative, erano solo un invito EDUCATO a smettere di rompere l'anima con decine di inviti, e un consiglio: facendo così risulti FASTIDIOSO, poi fai ciò che vuoi.
Ma TU puoi mandare DECINE di mail, mentre un'altra persona non te ne può mandare una?
Se è tua abitudine offendere chiunque ti dica qualcosa che non fa gongolare il tuo egocentrismo, o chiunque non gradisca i tuoi inviti, forse è meglio che non ti metta a riempirti la bocca con parole come "confronto".
E direi che con questo sono molto lieta di "lasciarti in pace", dato che con persone ignoranti come te non ho nulla da spartire, per fortuna.

Lei ha bloccato sante. per fortuna :-)
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categorie: internet, donna
venerdì, 06 giugno 2008

aL rOgO

prostituta berlinese
L'emendamento anti prostitute.
Intanto un emendamento dei relatori al decreto sicurezza inserisce le prostitute nell'elenco dei soggetti pericolosi per la sicurezza e la pubblica moralità. La proposta di modifica presentata dai presidenti delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali del Senato, Filippo Berselli e Carlo Vizzini, prevede che nella legge del 1956 (la n. 1423) sulle "misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità" venga inserita anche la categoria delle prostitute accanto a quelle degli oziosi e vagabondi, di chi pratica traffici illeciti, dei delinquenti abituali, degli sfruttatori di prostitute e minori, degli spacciatori. Nell'emendamento si legge che deve essere considerato soggetto pericoloso per sicurezza e moralità anche chi vive "del provento della propria prostituzione e venga colto nel palese esercizio di detta attività".
www.repubblica.it

In Russia mi telefonavano in stanza con la complicità della reception, in Ukraina dovevi sposarle, a Gibuti c'erano solo loro, a Cuba non esistevano (diceva Fidel), in Israele avevano le brochure a colori negli hotel, in Brasile potevi pagare con la carta di credito, in Argentina non si distinguevano dalle potenziali fidanzate, in Kuridstan erano solo arabe, in Albania davvero non c'erano (sono tutte qui).
Tutte libere professioniste. Diversi i motivi della scelta professionale: dalla fame di denaro alla fame vera e propria.
Per molte di loro prostituirsi allo straniero era un vero a proprio "salto sociale".
Raramente si celavano traffici illeciti, schiavitù, droga.
Se si configuarava il reato sì. Più la professione era esposta, maggiore era la sicurezza. E il controllo (medico, sociale, fiscale).

Le prostitute non sono pericolose, nè per l'ordine pubblico, nè per la morale.
In gioco c'è la dignità, la libera scelta, lo sfruttamento.

Il resto è roba da catechismo di serie B.

prostitutabotero


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giovedì, 05 giugno 2008

su suggerimento di Umby: "What I'va done"

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categorie: musica, politica
mercoledì, 04 giugno 2008

se le parole fossero commestibili

Del vertice FAO mi disinteresso nel modo più assoluto.
Non so nulla, nè voglio sapere qualcosa.

A Roma, in questi giorni, si affronta il tema della "fame nel mondo".

Ho anni a sufficienza per dire che, insieme al conflitto arabo-israeliano, è il tema più dibattuto da quando le mie orecchie sono in grado di decodificare con relativa chiarezza ciò che ascoltano.

Non ne posso più delle Agenzie Umanitarie (carrozzoni costosi e burocratizzati), di stanziamenti mai stanziati, di stanziamenti mal spesi, di politici volenterosi e bugiardi, di discorsi vuoti come le pancie di mezza Africa.

Si dice che noi dalla pancia piena sprechiamo dal 30 al 50 per cento di quanto comperiamo e cuciniamo.
La fame nel mondo inizia lì.
Il nostro rapporto con il cibo, con il consumo in genere, è distorto.
Anoressici, bulimici, uomini e donne in dieta perenne, salutisti presunti,
vegani, etc. etc. etc.


La fame esiste.
Se la vogliamo debellare davvero, dobbiamo smetterla di pensare che consumare di più sia "bene", che il PIL debba crescere sempre di almeno mezzo punto percentuale altrimenti siamo alla recessione.


Se le parole vuote fossero commestibili, viaggiando per il globo,
non avrei mai visto la fame.
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categorie: politica
mercoledì, 04 giugno 2008

i contenuti del vertice Sarkò - Silvio IV

garfagna la gnoccacarla bruni
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categorie: italia, politica, sesso, sexy, berlusconi
martedì, 03 giugno 2008

IL DIVO Giulio

Profondo, coraggioso perfino divertente.
Bellissime scelte musicali, fotografia eccellente, scrittura autoriale ma non autoreferenziale.
Regia molto poco italiana. A tratti onirica e ironica.

Il Divo ha meritato il successo del Festival di Cannes.
Mi è piaciuto davvero un sacco il film di Paolo Sorrentino, Napoli, classe 1970.
Il ragazzo ha qualità da vendere.

Ci vuole fegato per raccontare Giulio Andreotti da vivo. Quando (e se) morirà, lo faranno tutti. E sarà molto più facile, scontato, ovvio.

Ne "Il Divo" c'è molto più della storia del Divo Guilio (Toni Servillo uber alles) e della sua corrente interna alla DC (Paolo Pomicino è interpretato fighissimammente da Carlo Buccirosso).

C'è Dio, il potere, l'ambizione, il pericolo, la paura, la verità, la menzogna, l'imprevisto, la politica buona e qualla cattiva. Tutto frullato insieme.

La bravura di Paolo Sorrentino è nel distacco. Nessuna facile dietrologia. Troppo semplice trasformate Giulio Andreotti nel capro espiatorio di tutti i mali dell'intero sistema solare.

Il potere logora (chi ce l'ha e chi non ce l'ha). E rende tutto molto complesso.
Da decifrare e da vivere.

Andreotti, si dice nel film, ha un archivio sterminato. Annota tutto sul suo diario. Ha un fascicolo su tutti coloro che incontra.

Avrà un fascicolo anche su di me? :-)

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martedì, 03 giugno 2008

mia figlia segnalò ...

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categorie: televisione
lunedì, 02 giugno 2008

POVERA PATRIA

In tutto il Sud America (o quasi), tutti i giorni (o quasi), in tutte le scuole di ogni ordine e grado (o quasi), le lezioni iniziano con l'adunata in cortile, l'inno nazionale e l'alza bandiera.

Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna si canta l'inno ad ogni "tre per due". E se ti sfiorano il suolo o il portafoglio patrio partono marines e royal navy in tempo zero.

Scozzesi, gallesi, irlandesi non ne parliamo. Edimburgo, Cardiff e Dublino sono l'ombelico del mondo.
Nemmeno in Asia si scherza, Cina in testa. Ovviamente.

Tedeschi, spagnoli e francesi, per quanto "decentrati" nei fatti, sono nazionalisti "dentro" (con buona pace di paesi baschi, bretagna, baviera).

In Italy is different.


Da noi arriva il 2 giugno: "Che figo c'è il ponte!".
Che si tratti della "Festa della Repubblica" è affare per pochi intimi.

Questo è il "Regno del Campanile", in attesa che inizino i Campionati Europei di Calcio. Ognun per sè e Dio per tutti. In fondo siamo cattolici (o quasi).

Eravamo un paese di santi, inventori e navigatori.
Siamo un paese di veline, camorristi, evasori fiscali, partite IVA e calciatori.


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categorie: italia, politica, storia, donna
domenica, 01 giugno 2008

omino rosso avrò il tuo scalpo

l'Acre è una delle zone più remote e impenetrabili dell' Amazzonia brasiliana, al confine con il Perù.

ci sono stato nel 1994. seguivamo due anziani missionari di Modena che cercavano di fermare l'azione distruttrice dei mercanti di legname. laggiù c'era molto mogano.

per tagliare un mogano si distruggevano ettari di foresta con i bulldozer.
era uno spettacolo incredibile, come se la foresta venisse "tagliata", ferita dai cingoli.
e poi c'erano i cercatori d'oro illegali. un vero flagello a base di piombo e acidi.

a pagare il prezzo più alto erano gli indigeni, quasi scomparsi. morti di influenza o alcolizzati.

ed ora ecco che spuntano gli "omini rossi" dell'Acre.
nessuno era certo che esistessero davvero.
pare che li abbiano cercati (e trovati) le autorità brasiliane, per tutelarli dall'arrivo ormai prossimo dei "garimpeiros", i cercatori d'oro, che li avrebbero presi a calci nel sedere o a fucilate. a seconda dell'umore.

chissà se è stata una fortuna per gli "omini rossi". hanno avuto il culo per millenni, di non fare la conoscenza dell'uomo bianco, ed ora, grazie a Google Earth l'incantesimo è finito.

mi dispiace molto "omini rossi", fossi in voi mi porterei avanti con il lavoro e mi sbronzerei come si deve.
assamai.
postato da: santealtizio alle ore 18:35 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: viaggio, internet, attualità

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gli unici che forse sanno davvero chi sono, credo siano i miei figli. un fatto genetico, forse. oppure sensoriale, tattile, olfattivo. un giorno chiederò a Sara e Matteo: "ma io chi sono?". sante.altizio@hotmail.it

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