Diario di viaggio

un reporter si sente a casa solo quando è in viaggio (R. Kapucinski)
sabato, 31 maggio 2008

nostalgia, corro in libreria


http://www.gazzetta.it/Libri/Primo_Piano/2008/Evaristo.shtml

evaristo beccalossi

it.wikipedia.org/wiki/Evaristo_Beccalossi

"Si dice che la mancata convocazione di Beccalossi in nazionale fosse dovuta a uno "sgarro" che il Becca fece sul campo a Giuseppe Furino durante un Internazionale - Juventus, quando sul 4 a 0 per l'Internazionale il centrocampista nerazzurro fece un tunnel al centrocampista bianconero (fuori dal giro della nazionale, ma potentissimo all'interno dello spogliatoio della Juventus), attirandosi così le ire del clan bianconero in forza alla nazionale, che convinsero Bearzot a non convocarlo".


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categorie: calcio, inter
venerdì, 30 maggio 2008

la cordata di tua sorella

Essendo un viaggiatore incallito (nel senso che ho quasi il callo alle natiche per le ore trascorse a bordo di arei-treni-furgoni e similari) seguo con interesse le vicende Alitalia.

Il ministro della Creatività Economica, Giulietto Erremoscia Tremonti, ha trasformato il "prestito ponte" (5 euro a cittadino stanziati per ossigenare il bilancio di Alitalia),  in capitale sociale (all'Unione Europea qualcuno ride, qualcuno vomita, qualcuno si incazza).

Questo sì che è comunismo. Il vero socialismo economico è qui, altro che Lenin e i Piani Quinquennali:

furto legalizzato dal portafoglio del cittadino,
socializzazione delle perdite,
capitalizzazione di denaro non proprio.


Andrebbe arrestato per "rapina con dolo" il Creativo.

Alitalia, per i prossimi dodici mesi, dice Giulietto, avrà di che volare. Che culo!
Vuol dire che prolungherò il mio "sciopero del volo" per ancora dodici mesi. Alitalia, niet.

Detto questo sono curioso di sapere in quale cassetto è finita la cordata, corda, cordicella italiana che doveva rilevare, rilanciare, restituire ai fasti di un tempo la compagnia di bandiera.
Missing. Kaputt. Desaparecida.

Trattavasi, come previsto, di bufala elettorale di Silvio III .
Alla diossina, ovviamente.

alitalia vecchio poster
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categorie: italia, politica, economia, viaggiare, berlusconi
venerdì, 30 maggio 2008

santovski altiziek

ledis end gentleem, dis nait in uarsciov, poland, u ken uatch d best film of d iear:

sviluppo.nova-t.it/cms/index.php


la mia canzone

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categorie: cinema, religione, documentario
mercoledì, 28 maggio 2008

il 730 di casa altizio

secondo modello 730 compilato presso il
CAAF Cisl di Rivoli in data 27/5/2008 risulta che il


reddito complessivo moglie è di:

21.831
euro

reddito complessivo marito è di:
28.190
euro

reddito famiglia è di:
50.021
euro

di cui imponibile
48.600
euro


Cocco di mamma
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categorie: politica, famiglia, economia
martedì, 27 maggio 2008

virus neroazzurro

Ho bisogno di una tregua.

Tifare per l' Inter richiede un surplus di energie che non credo di avere.

In dieci giorni sono passato da uno scudetto vinto all'ultimo respiro rischiando più volte l'infarto, ad una finale di Coppa Italia giocata senza mai rischiare di vincerla, all'esonero dell'allenatore che ci ha fatto vincere gli ultimi tre campionati, due coppette tricolori e due supercoppe all'amarena.

Sono del 1966, l'ultimo scudetto che ricordavo prima del 2005, era quello vinto dal Trap (con Lotharone in campo) e prima ancora quello del Sergente di Ferro (Eugenio Bersellini). E avevo i pantaloni corti, appena post-pannolino.

Poi il buio.

Bene. L'allenatore più vincente che gli interisti 40enni ricordino è stato giubilato. Al suo posto arriverà un pataccaro portoghese, simpatico come l'afa in città ad agosto (e che non mangerà il panettone, mentre noi ci mangeremo il fegato).

Moratti Massimo, padrone petroliere della Beneamata, fa di tutto per confermare nelle proprie convinzioni chi ha sempre pensato a lui come al "ricco tonto" della compagnia: quello che porta la macchina bella, offre da bere, carica la gnocca, e tu gliela trombi.

A Moratti Massimo, ho perdonato tutto: dall'esonero di Gigi Simoni alle coccole a Ronaldo, dall'ingaggio di Marcello Gobbo Lippi all'acquisto di Sciagura Gresko, dalla cessione di Roberto Carlos al mantenimento di Ufo Chino Recoba.

Questa volta proprio non riesco.

Il Mancio andava in tv e mandava a stendere i giornalisti prezzolati di Mediaset e di Rai Roma, insultava Moggi ed era orgoglioso di essere l'allenatore dell'Inter, ha preso a calci in culo Adriano e Figo e aveva ragione a farlo.

Mancio ci ha fatto venire la sincope più di una volta (sempre in Coppa campioni), ma ha dato all'Inter ciò che prima non aveva.
Eravamo simpatici a tutti, ora ci odiano. Perchè vinciamo.
Temo che torneremo ad essere simpatici. Forse simpaticissimi.

Mancini
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categorie: sport, calcio, inter
lunedì, 26 maggio 2008

extrema ratio

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categorie: politica, televisione
lunedì, 26 maggio 2008

quasi mi dimenticavo...

La Roma ha vinto la Coppa Italia per il secondo anno consecutivo battendo l'Inter (in vacanza da domenica scorsa causa vittoria del terzo campionato consecutivo).

Sono felice per i tifosi della Roma, almeno la smettono un po' di rosicare e possono fare un po' di festa anche loro. Non siamo egoisti, noi. A me Totti che piange davvero mi mette tristezza. Mexes che sbraita mi intenerisce nel profondo. E non volevi che anche De Rossi potesse placare i dolori della sua gastrite acuta?

E suvvia ad una Coppa Italia possiamo anche rinunciare.
La Supercoppa la volete subito o aspettiamo che Spalletti inizi il rosario degli "aiutini-aiutoni-ora-pro-nobis"?

Solo un'avvertenza, avvisateli che si trattava della Coppo Italia non dello Scudetto :-)

IBRACADABRA


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categorie: calcio, roma, inter
lunedì, 26 maggio 2008

siamo nelle Cannes

Gomorra  vince il premio della giuria al Festival di Cannes 2008. Non poteva esserci chiosa migliore all'ultimo post del blog.

Uno scrittore napoletano, un regista romano ed un produttore bolognese hanno immortalato un pezzo malato d'Italia e lo hanno consegnato ai posteri.

In Gomorra non si attacca la mafia, la si osserva.
E forse è anche peggio: c'è il bastardo camorrista dentro, c'è il pavido che non si oppone, c'è l'ingranaggio inesorabile, c'è la famiglia, c'è la religiosità coatta, c'è la monnezza, c'è la droga, c'è l'amicizia, c'è l'ignoranza, c'è la ribellione, c'è l'ipocrisia, c'è la paura.
Non c'è amore. Nemmeno l'ombra.

A
Gomorra possono porre rimedio solo gli abitanti di Napoli e del napoletano. Da Caserta fino sotto il Vesuvio c'è l'inferno in terra.
Forse è tempo di scegliere da che parte stare.

Roberto Saviano (Napoli, 1979), che del libro è autore e del film è autore, ha scelto.

dal film, gomorra
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categorie: politica, cinema, napoli
venerdì, 23 maggio 2008

Gomorra, Italia

Mentre Ciro faceva l solito giro per consegnare la mesata ai parenti dei carcerati appartenenti ai clan fedeli di Scampia, eravamo grosso modo a metà film.

La suoneria del cellulare ha destato il pubblico assorto nel dramma di Gomorra.
Un paio di squilli ed una figura velocemente si alza da una poltrona delle file più alte e si allontana lungo il corridoio centrale.

"Meno male, il cafone si allontana". E Ciro prosegue il giro.

Purtroppo il cafone arresta la sua corsa, si ferma accanto all'uscita di sicurezza e a tutta voce inizia a declamare: "Pronto? Mi senti?".

Ciro è nei guai, gli scissionsiti gli hanno puntato una Beretta calibro 9 SB in fronte.
Il pubblico rumoreggia.
Più per il telefonista che per Ciro.

Il cafone, dopo una trentina di secondi, quanto basta a Ciro per salvare la pelle, chiude la convesazione e con tono  seccato e partenopeo rivolto alla sala dice: "E che è? Era una telefonata importante, non dovevo rispondere?".
Ciro è fuori pericolo, la sala inveisce verso il cafone.

Dalle ultime fila della sala arriva un "Qui non siamo a Napoli!".
Applausi spontanei del pubblico pagante.
Il cafone è servito.

barcelona
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categorie: cinema, recensione, napoli
venerdì, 23 maggio 2008

è morto Paolo Giuntella

Caro Sante,

                ho pensato di scrivere a te e al tuo blog per ricordare un grande uomo, Paolo Giuntella morto oggi dopo una dolorosaa malattia. Egli lascia una splendida famiglia, la moglie Laura e i figli che i molti comuni amici ricordano per gli inconsueti nomi biblici.
            Nella nostra professione quotidiana come giornalisti e come reporter, ricercatori di verità, che provano a raccontare le vicende del mondo, le gioie e le speranze, le tristezze e le tragedie dell’umanità più spesso dolente che gaudente, abbiamo sempre meno punti di riferimento, fratelli maggiori o maestri che ci indichino la strada del coraggio delle proprie idee "senza se e senza ma". Paolo è stato un esempio limpido e straordinario nella sua ordinarietà. Alternativo e distante anni luce da un mondo di giornalismo e giornalisti prezzolati, lottizzati, impauriti e precari, paraculi e voltagabbana, pronti a perdere ogni autonomia pur di fare carriera e salire sul carro del vincitore.

                Paolo Giuntella, nella sua poliedrica attività di giornalista del massimo organo istituzionale, il TG1, non ha mai perso la sua voce profetica, il suo guardare sempre al di là del contingente per raccontare l’uomo nella sua più piena dignità. Dalle prime esperienze di giornalismo dentro l’Azione cattolica alla FUCI, dal Gruppo di Fiesole alla Rosa Bianca, dalla Lega democratica, fondata insieme al prof. Pietro Scoppola, alle corrispondenze dai palazzi del potere e dai viaggio insieme al Presidente degli italiani, Paolo Giuntella è stato sempre se stesso, con le sue idee, la sua forza e la sua coerenza: un’umanità autentica e non di comodo, una sensibilità per gli altri concreta non pelosa e di convenienza. Che bella persona era Paolo Giuntella. Un anno fa, per felice casualità, sono stato a pranzo con lui e due cari amici: Tanino Crociata della Fondazione Fuci e Beniamino Lecce della Libreria Ave di Va della Conciliazione.

                E’ stata un’ora di amicizia, una boccata d’ossigeno e di libertà, parlando di Chiesa, di vangelo, di Concilio Vaticano II e di politica, del domani e delle speranze che si affievoliscono per far crescere un mondo più giusto, più eguale, più umano. Ricordo la sua idea bellissima di unire le migliori riviste di riflessione dell’area cattolico democratica per creare, insieme ai mondi culturali che compongono la sfida del PD, una elaborazione culturale in grado di fare argine all’individualismo sfrenato e impazzito, al relativo etico che è qualcosa di più profondo di certo legalismo moraleggiante di una certa visione della società da parte delle gerarchie cattoliche.

            E poi i racconti dei viaggi come inviato del TG, i retroscena dei presidenti della Repubblica, la stagione delle speranze e la difficoltà di accettare il proprio limite e la propria finitudine. Che destino crudele. La sorella, Maria Cristina, brillante storica della chiesa è tornata alla casa del padre solo un anno e mezzo fa. Ora Paolo l’ha raggiunta così come può rivedere, nella pace di Cristo, il padre Vittorio Emanuele Giuntella, storico e profetico ispiratore di quel cattolicesimo democratico libero e coerente di cui oggi sentiamo la mancanza. Soprattutto la mancanza della sua tenerezza e lieve malinconia, il suo amore per la musica e le cose belle della vita. Mi piace ricordare così il cronista che raccontato l’uomo, con i piedi per terra e il volto rivolto verso il cielo. Sta a noi, con i nostri limiti e le nostre debolezza, ma anche il coraggio che deve animarci raccogliere il testimone da uomini come Paolo Giuntella.

Luca Rolandi
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giovedì, 22 maggio 2008

lesson uan

Silvio I, nella sua quarta release, ieri ha dato lezione di politica.

Da Napoli (grande idea quella di rendere itinerante il Consiglio dei Minsitri) il prossimo Presidente della Repubblica (ci scommetto il passerotto di Del Piero) ha dimostrato che "yes, we can".

Non entro nel merito dei provvedimenti (quasi tutti, almeno sulla carta, piuttosto interessanti) mi limito alla forma: al termine della riunione e dopo l'incontro con la stampa, nessun ministro del Governo o politico delal maggioranza si è smarcato dalle decisioni appena prese.

Tutti compatti: quello che si è deciso (buono o meno che sia) è condiviso da tutti , senza distinguo.
Strano vero? Non siamo abituati.

Negli ultimi due anni sapevamo che se Prodi diceva che c'era il sole, Ferrero (Rifondazione Comunista) comperava l'ombrello, Mastella (Udeaur) ordinava un'Arca di Noè, Di Pietro (Italia dei Valori) annunciava nevicate improvvise.

Silvio I, se continua così, governerà per l'eternità o almeno fino a quando i capelli finti non gli cadranno.
Ed il bello è che non ho alcuna nostalgia del Prodi Bis e della corsa allo smarcamento dal capo, manco fosse stato affetto da peste bubbonica.

Insomma meglio un Silvio così che un  Prodi azzoppato dal partitucolo di turno.
Cazzo, mi viene nausea solo a scriverlo.
 
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categorie: politica, napoli, berlusconi
mercoledì, 21 maggio 2008

acqua di colonia

Due cooperanti italiani sono stati rapiti in somali, a due passi da Afgoi.
Ho mandato il fido Diego in quel villaggetto non lontano da Kishimaio due anni fa in mia vece.
Sarei dovuto andare io, ma moglie e figlia si sono opposte causa imminenti vacanze pasquali.

Della Somalia si parla poco, peccato.
La giornalista del TG3 Ilaria Alpi ne parlava molto, in verità, ma non le ha portato bene.

L Somalia è una delle discariche del pianeta più amate dall'occidente, vi si traffica di tutto senza limiti di percorrenza, decenza, legalità.

Un mio collega, esperto d'Africa, definì la nostra ex-colonia "un duty free a cielo aperto".

La Somalia è la cartina di tornasole della cattiva coscienza "made in Italy". L'abbiamo colonizzata, perduta, ri-colonizzata, gestita, sovvenzionata, politicizzata (du u rimember Siad Barre?), consegnata agli americani (end rimember "Restore Hope"?), lasciata a se stessa, ai signori della guerra, ad Al Quada, all'Etiopia ed ai trafficanti di ogni genre e grado.

Salvo poi lamentarci se i somali provano a lasciare clandestinamente quella terra senza speranza.
L'immigrazione clandestina è reato, distruggere un paese no.
Strana "roba" la democrazia occidentale.



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categorie: politica, africa, somalia
lunedì, 19 maggio 2008

o sole do brasil

Archiviato il documentario sui 140 anni dell'Azione Cattolica, si entra in montaggio a ritmo di samba. Le premesse sono quelle che sono. Fino a quando non archivio la sbornia da Scudetto, dubito che ne verrò a capo.

Gustatevi la pillola "on the river".

 

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categorie: musica, religione, brasile, personaggio, documentario
domenica, 18 maggio 2008

MUTI. ORA STATE TUTTI MUTI

E sedici.

I Campioni dell'Italia siamo ancora noi.

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categorie: calcio, inter
venerdì, 16 maggio 2008

PARVA

La camorra sgombera, tra gli appalusi del pubblico pagante, i campi nomadi della periferia di Napoli mentre giocatori e tecnici dell'Inter stanno al telefono con un pregiudicato.

Sembra che la seconda notizia sia più intrigante della prima.

Posto che a mio padre scriveva  Giusy Laganga (fate un giro su Wikipedia) e non per questo penso a Papà Rocco come ad un delinquente, sono in attesa fremente di andare a vedere "Gomorra", tratto dal libro-culto di Roberto Saviano.

La legalità è una chimera assoluta, un'ipotesi al vaglio del popolo sovrano, che in genere decide che è bene una via di mezzo tra ciò che si deve e ciò che non si deve fare.

Questo è il paese dei furbetti del quartierino. Qualunque quartierino. Soprattutto il prorio.

In Parlamento siedono persone con la fedina penale degna di carcere duro, ma non lo si deve dire troppo forte. Non è politically correct.

La politica media: a volte riveste il ruolo di guardia, altre volte di ladro. Dipende dagli umori della ggente.
L'emiclico di Montecitorio ad un sol uomo da giorni irritato sbotta: Marco Travaglio è qualunquista, Beppe Grillo esagera, Michele Santoro è fazioso.

Forse un po' è vero, e allora?
Ma questo che paese è? Un paese dove la legge è uguale per qualcuno e non per tutti è degno di ergersi a giudice di chiccessia?

La politica media: galleggia. Ma ci tiene che almeno la forma sia salva.

Ho fatto un sopralluogo al Consiglio Regionale del Piemonte, per delle riprese che faremo il mese prossimo.

C'era la seduta in corso, quindi ci dovevamo affacciare dalla tribuna riservata al pubblico.
Non abbiamo potuto perchè non indossavamo la giacca.
Gli elettori, noi, quelli che pagano l'esistenza stessa del Consiglio Regionale, non possono assistere ai consigli se non indossiamo la giacca.

Non avevo nè voglia nè tempo di inscenare manifestazioni di protesta, ma deciso dal profondo del mio stomaco è salito un sonoro e limpido vaffanculo.
L'ennesimo.

barcelona

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categorie: politica, napoli, torino, inter, piemonte, berlusconi, marco travaglio
martedì, 13 maggio 2008

parmigiano grattuggiato

E' come un canto di guerra che sale rumoroso, tipo Cavallo Pazzo quando vede il Generale Custer.
Che sia un'altra Little Bighorne e mandiamo in serie B quella squadra di mangiatortellini.

Hanno esonerato El Hombre Vertical prima che le dea Eupalla (quanto mi manca Gianni Brera...) facesse incrociare ancora una volta i destini di Hector Cuper con quelli l'Inter.

Ne ero certo: Cuper avrebbe battuto l'Inter a salvato il Parma condannando la sua squadra del cuore a vivere un nuovo "5 maggio".

Invece il presidente dei tortellini, grasso e grosso come un prosciutto crudo adulterato, non si è fidato dell'Hombre Vertical.

Ha sancito la sua sconfitta. quella morale è già sancita.
Ora, che vada in B il Parma e Cuper viva il suo momento di gloria postuma.


il capitano

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categorie: calcio, inter
lunedì, 12 maggio 2008

il silenzio colpevole

ricevo da Luca Olivieri, autore tv-sceneggiatore-amico :

Buongiorno a tutti,
qualcuno mi sa spiegare perché dal PD non arrivano parole in difesa di Marco Travaglio? Ha torto? Sta dicendo il falso? Forse sbaglia a ripetere in TV soltanto le parole scritte già da tempo da Lirio Abbate, cronista ANSA che vive sotto scorta per il suo impegno antimafia? Perché Napolitano dice che Abbate è buono e va premiato, mentre la Finocchiaro dice che Travaglio è cattivo e va punito? Qualcuno sa spiegarmi perché le parole sui libri corrono in libertà, mentre in televisione non sui può dire nulla tranne analizzare alla moviola il rigore di Materazzi o mostrare le cosce della Canalis? Dove sono gli insulti di Travaglio? Forse la SICULABROKERS di Schifani, in società con Nino Mandalà (condannato a 8 anni per mafia), era una ONLUS e nessuno lo sapeva?
Ho collaborato per anni con RAI. Rapporti clientelari, ricatti, funzionari corrotti, proposte indecenti sono all'ordine del giorno.
Quella che è più grave è la situazione in cui si ritrovano gli operatori dell'informazione. Contratti precari, a scadenza, perennemente appesi a un filo. Un giornalista piuttosto che parlare o scrivere di una verità che gli faccia perdere il contratto della successiva stagione dribla, glissa, pensa ad altro. L'omertà del precario.
Intanto il Bel Paese fa finta di non accorgersi di nulla e Schifani si indigna per il mancato contraddittorio. Forse che il Presidente del Senato non può accedere alla TV? La seconda carica dello Stato dica pubblicamente, se riesce a farsi intervistare da qualcuno (se ha difficoltà posso metterci una parolina io, ho delle conoscenze...) che Travaglio ha torto e poi noi penseremo come punirlo. Non il contrario. In democrazia non funziona così.

Tempo fa parlavo con un giornalista del TG3, mi raccontava che fra i suoi colleghi ormai serpeggia l'autocensura preventiva: di alcuni argomenti e verità scomode nessuno ne parla, dato che i diretti interessati, oggetto di normali inchieste o reportage giornalistici, non vogliono mai replicare. Una tattica ormai diffusa: io non ti rispondo neanche, quindi ti manca il contraddittorio, quindi il tuo servizio non può andare in onda. Non rimane che parlare di altri interessanti argomenti quali il rapporto del PD con il territorio, il rapporto tra cattolici e riformisti nel nuovo progetto politico, Chiamparino-l'anti Bossi.

Ragazzi, fuori le palle. Ora. Altrimenti del PD non rimarrà più niente. Già nell'aria si sente un odorino di chiappe bruciate che sa di inferno e il nuovo "governo ombra" sta per essere portato dal traghettatore occhi di bragia all"ombra eterna".
Riprendiamoci la nostra anima.
Su la testa! Siamo Democratici, non coglioni.

LUCA OLIVIERI

manaus 066nella foto, Luca Olivieri
foto di Sante Altizio



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categorie: politica, mafia, televisione, berlusconi
domenica, 11 maggio 2008

Travagliate vicende

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categorie: politica, televisione, berlusconi
domenica, 11 maggio 2008

pomeriggio di passione

in attesa degli eventi calcistici...

Manciniil capitanosupermarioImmagine 019ibra





ore 18.15


Fantastico, lo psicodramma nerazzurro mi mancava. Se fossi un tifoso della roma inizierei a preparare la festa scudetto.

L'inter è in testa al campionato dalla prima giornata di campionato. Diciamo che ci può stare che  almeno per una giornata uno non si sia in testa. Una volta su 38. echessaràmai?
Solo che l'unica giornata che conta è proprio la numero 38.

Ad abbassare la mannaia sarà Hector Cuper e il suo Parma in cerca di punti salvezza. l'Hombre Vertical è un mio idolo. a suo tempo preso a calci da Moggi, da Gresko e da Napoleone (il 5 maggio, dal 2002, non è più una poesia, ma il nome di una sindrome).
Come assassino mi va benissimo.

Tifare inter è un incubo, un incubo terribile in quanto apparentemente irrinunciabile.
Vorrei privarmene ma non riesco. Che ci posso fare?
Quale squadra oggi poteva sbagliare un rigore inesistente che valeva uno scudetto a dieci minuti dalla fine di una partita che stai pareggiando facendolo tirare ad un difensore centrale con la bava lal bocca e lucido come Fantozzi in bici sul Pordoi?
L'inter. Solo l'inter.

Ed ora avremo una settimana di fantacalcio e una domenica di calvario allo stato brado.

psicodramma
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categorie: calcio, inter
sabato, 10 maggio 2008

a gentile richiesta


Ledis end getlemen, ecco a voi Marco Morellini, caro amico e gran bravo attore, impegnato sul set del film "Hotel Meina" di carlo Lizzani. Era l'estate del 2007.
E' lui che ha sostenuto il provino con Ron Howard, ed è stato per due anni nel cast di "Un posto al sole" come Riccardo Ranieri.

www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp

e a settembre lavorerò con lei:

www.unpostoalsole.rai.it/cast/attori/nina_soldano.htm
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categorie: cinema, rai , olocausto, un posto al sole
sabato, 10 maggio 2008

happy cunnnigham

E' stata come un'apparizione: nitida e breve.

Calvo a nord e quasi rosso e rado ad est e ovest. Sopracciglia folte alla calabra. Leggermente ingobbito.
Se tra dodici anni sarò conciato così, mi faccio un'verdose di bagna cauda e lascio il mondo in una nuvola d'aglio.
Ma il sorriso, appena accennato, è sempre quello. Un po' da ingenuo imbecille, un po' da eroe discreto.

Ron Howard, classe 1954, spalla storica di Fonzie nel telefilm culto della mia preadolescenza, esiste ed io l'ho visto, quasi salutato, anzi direi che quasi quasi i nostri sguardi si sono incrociati.
E tra colleghi, si sa, basta uno sguardo.
Vabbè...

Dunque, Ron Howard, è in Italia perchè girerà "Angeli e demoni". Data la paccata di denaro che si è fatto con "Il Codice da Vinci" spinge sull'acceleratore.

Ho accompagnato a Roma un amico (ex star de "Un posto al sole", mica cozze e fichi...) per un provino con il mitico Ricki Cunningham (in arte Ron Howard, questo lo sanno tutti).

A due passi dal palazzaccio, in un piccolo e anonimo ufficio di un'agenzia di casting.
Noi arriviamo mentre esce Ennio Fantastichini.
L'ufficio è quasi deserto. Solo un tipo, agitatissimo, che recita la sua parte guardandosi in un enorme specchio.

L'agente del mio amico sbriga qualche formalità poi lo accompagna verso una porticina. La apre su uno studiolo pieno di schermi e luci. Si nota un tecnico formato Bud Spencer che atttende. Nessun altro.
Deduzione: Rickie è rimasto a casa con mamma Marion, perchè papi è all'ennesima riunione della Loggia del Giaguaro.

L'amico entra. Un quarto d'ora dopo esce e mi chiama a bassa voce. Ero seduto in disparte ad ascoltarmi Caparezza. Mi precipito a rotta di collo, percorro due metri in zero secondi netti, ed eccolo lì.
Brutto come la fame, ma bello come il sole.
Volevo dirgli "Ehi" o intonare "Sunday, monday Happy dayssss"... avevo il cellulare in mano per la fotona. Ma non ho avuto il coraggio. Al mio amico avrebbero fatto andare di traverso il provino ed io avrei fatto la figura dell'italiota al concerto di Claudio Baglioni.

Una nota: nessuna guardia del corpo, nessun servizio d'ordine, nessuna pletora di aiuti registi e segretarie, nessun filtro.
Da solo, a Roma, con la direttrice del casting ed un tecnico cerca attori italiani per il suo film.
Ricki è un Premio Oscar, non un Muccino qualsiasi.
Mitico.

ron howard
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venerdì, 09 maggio 2008

Mara Carfagna: il nuovo Ministro per i Diritti e le Pari Opportunità


speriamo che sia "il ministro di tutti".
si telefona, si prende il numero all'ingresso, oppure ci si prenota via mail?
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mercoledì, 07 maggio 2008

IO COME IL MANCIO

Inter, Mancini: "Che emozione incontrare il Papa"
07.05.2008 11.49 di Gianluigi Longari da www.tuttomercatoweb.com

A poche ore dalla gara di Coppa Italia con la Lazio, l'Inter sta per essere ricevuta in udienza da papa Benedetto XVI. "Essere qui oggi in piazza San Pietro per l'udienza di Papa Benedetto XVI e' un'esperienza significativa, tra le piu' toccanti che ci possano essere - ha detto il tecnico Roberto Mancini - Per me e' la prima volta con questo papa, sara' emozionante sicuramente come le due precedenti in cui sono stato ricevuto da Papa Giovanni Paolo II".

Dopo il regista altizio il pastore tedesco incontra anche il mister mancio mancini.
Minkia speriamo bene.
A me il crucco ha portato una sfiga pre-derby assolutamente pazzesca.

sotto il sole di san pietroMancini
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categorie: calcio, inter
mercoledì, 07 maggio 2008

librolandia

Noi torinesi aspettiamo la Fiera del Libro come i bambini il Natale.
Da domani a lunedì 12 maggio.

E' sempre un evento. Appuntamenti a catinelle, libri come se piovesse, ospiti a grandine, polemiche a dirotto.
Ogni anno i numeri si gonfiano. Ormai siamo ben oltre i 300 mila visitatori.

Quest'anno il paese "ospite" sarà Israele. Apriti cielo, ovviamente.
Da due mesi almeno è battaglia tra filo-palestinesi e filo-sionisti.
La guerra più inutile, iposcrita, strumentale della storia dell'editoria, ma ha fatto salire ancora di più l'attenzione dei media sulla Fiera.

Rimane una perplessità: il costo del biglietto.
Sono reduce da un fine settimana londinese nel quale ho visitato fior di musei, gratuitamente. Offerta libera all'ingresso.
La teca trasparente (non ditelo al nostro Garante per la Privacy) era tutt'altro che vuota.

Una formula all'inglese sarebbe chiedere troppo?
I costi fieristici sono pagati dagli espositori e dagli enti pubblci.

In questo paese ci sono più scrittori che lettori. Credo sia un problema.
Dal dopoguerra ad oggi il numero di copie di quotidiani vendute è rimasto sostanzialmente invariato.

L'accesso alla cultura più facile è, meglio è.
Almeno credo.

Biglietto intero 8 €
Biglietto ridotto 6 € ragazzi tra gli 11 e i 18 anni, militari e visitatori oltre i 65 anni.
Ridotto professionali 5 € editori non espositori, scrittori, insegnanti, bibliotecari, librai, critici e consulenti editoriali
Ridotto universitari 4 € studenti universitari
Ridotto junior 2,5 € bambini fra i 3 e i 10 anni e alunni delle materne ed elementari accompagnati dagli insegnanti.
Abbonamento 19 € valido per i cinque giorni (valido per 1 ingresso giornaliero)
Abbonamento ridotto professionali 10 € editori non espositori, scrittori, insegnanti, bibliotecari, librai, critici e consulenti editoriali (valido per 1 ingresso giornaliero)
Speciale comitive
 6 € oltre le 20 persone (biglietti in prevendita, scarica il modulo)
postato da: santealtizio alle ore 10:48 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: politica, libro, torino
martedì, 06 maggio 2008

reati minori

da www.corriere.it

La decisione dell'Agenzia secondo il Garante contrasta con la normativa in materia dei dati personali. «In primo luogo - spiega l'Autorità - perchè il Dpr n.600/1973 stabilisce che al direttore dell'Agenzia delle entrate spetta solo il compito di fissare annualmente le modalità di formazione degli elenchi delle dichiarazioni dei redditi, non le modalità della loro pubblicazione, che rimangono prerogativa del legislatore. Attualmente - sottolinea il Garante -, per le dichiarazioni ai fini dell'imposta sui redditi, la legge prevede unicamente la distribuzione degli elenchi ai soli uffici territoriali dell'Agenzia e la loro trasmissione ai soli comuni interessati e sempre con riferimento ai contribuenti residenti nei singoli ambiti territoriali».

ne prendo atto, l'evasione fiscale è un reato minore.
il nostro è un paese nel quale i reati contro il patrimonio, la pubblica amministrazione, il fisco e i "reati economici" nel loro insieme sono tollerati.
la "tolleranza zero" ti tocca solo se sei rumeno e vivi nel nord italia.

la legge è uguale per tutti?


ps il Garante è il professor Pizzetti, torinese, democristiano doc. Quando era vice-sindaco di Torino (meni iers ego) costrinse il direttore de "La voce del popolo" ad allontanare una giovane e brava collaboratrice del giornale perchè aveva sbagliato ad indicarne la sua carica in un pezzo di cronaca. Eravamo in campagna elettorale.
La lesa maestà non era ancora delitto estinto, evidentemente.

ops... forse anche questa notizia era coperta dalla privacy?
postato da: santealtizio alle ore 18:31 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: politica
martedì, 06 maggio 2008

serata alternativa in Vaticano

Chissà se domenica sera il Pastore Tedesco seduto sulla sedia gestatoria (pizza di cipolle, birra Whurer gigante e rutto libero) si è visto "Tra piazze e campanili", il film storico più bello che la  documentaristica contemporanea ricordi.

Una copia gli è stata donata dal Prof. Alici, presidente nazionale uscente dell'Azione Cattolica, all'omino teutonico di bianco vestito, in piazza San Pietro, al termine di tre ore di impietosa cottura sotto il sole romano.

Ero lì a dieci metri, a godermi lo spettacolino e confesso leggera emozione. Il papa crucco in linea di principio mi altera il sistema nervoso, ma sapere che gli consegnavano l'ultima mia fatica lavorativa mi ha strappato qualche vampata d'orgoglio.

Due note: il suo predicozzo post-missam è stato senza infamia e senza lode. prevedibile. un "6 - -" lo possiamo anche dare.

Il predicozzo di Mons. Tavor Bagnasco, in plena missam, è stato una mazzata tremenda. Ho letto tutto ciò che avevo sottomano pur di rimanere sveglio: Osservatore Romano, Avvenire, Segno Sette.
Letture soporifere, quasi neglette, ma che risultavano addiruttura intriganti se paragonate al suo eloquio vuoto e cantilenante.

Vabbè. E' andata.

04052008(002)
postato da: santealtizio alle ore 09:07 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: religione, azione cattolica
giovedì, 01 maggio 2008

il nostro primo maggio

mostra fotograficaestintori estintiil sopravvissuto della Thyssen Grouplogo sara osservaalla mostrachi muore al lavoro - torinomatteo osservasara osserva
postato da: santealtizio alle ore 15:55 | link | commenti (9) | commenti (9)
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Chi sono

Utente: santealtizio
Nome: sante altizio
gli unici che forse sanno davvero chi sono, credo siano i miei figli. un fatto genetico, forse. oppure sensoriale, tattile, olfattivo. un giorno chiederò a Sara e Matteo: "ma io chi sono?". sante.altizio@hotmail.it

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