Cittadino
italiano, residente in
Svizzera, alla guida di un
Porche Cayenne (con ovvia targa elvetica) compie una manovra azzardata e provoca lo scrontro tra un bus ed un tram nel centro di
Milano.
Una donna muore, un'alra perde una gamba, decine di feriti.
Fosse stato un rumeno, avremmo assistito al solito coro xenofobo di leghisti in cravatta verde e fascisti in servizio permanente effettivo.
Questo qui, invece, è italiano.
Il suv, la residenza in Svizzera, la guida senza regole
sono un concentrato acido di un pezzo d'Italia andato a male: quello che che crede che il denaro dia l'impunità.
L'assassino è ricco, quasi certamente un evasore fiscale, di certo guida pensando di essere l'unico ad avere diritto di poggiare le mani su un volante. E di guidare un carro armato nel centro di Milano.
Del ticket di ingresso in città, uno così se ne frega. La città è sua.
Lui ha i soldi. In Svizzera.
Un morto e feriti come se piovessero.
Non trascorrerà nemmeno un minuto a
San Vittore.
Ad
Ascoli hanno dato fuoco ad un campo nomadi per "vendicare" la morte di tre ragazzi, uccisi da un pirata della strada zingaro e ubriaco.
Voglio che dei suv non resti più traccia.