Processo Sme, Berlusconi assolto
"Il falso in bilancio non è più reato"
MILANO - "Il fatti non sono più previsti dalla legge come reato". Con questa formula i giudici della I sezione penale del Tribunale di Milano hanno prosciolto Silvio Berlusconi dall'accusa di falso in bilancio nell'ultimo stralcio di procedimento nato con il caso-Sme. Gli episodi contestati all'ex premier, infatti, risalivano alla fine degli anno Ottanta. All'inizio dell'udienza, durata pochi minuti, l'accusa aveva chiesto la prescrizione, mentre la difesa aveva sollecitato i giudici ad un verdetto di proscioglimento perché i fatti non costituiscono più in reato. Era stato, infatti, proprio durante il governo Berlusconi che il reato di falso in bilancio era stato derubricato. Una interpretazione, quest'ultima, che è stata accolta dai giudici.
da www.repubblica.it
Caro elettore di Forza Italia, elettore del passato, del presente e del futuro, volevo con tutto il cuore ringraziarti.
Grazie a te, al tuo voto idiota, al tuo partito di plastica, ai tuoi candidati mediocri, riesco ancora a sentire il sangue che pulsa furioso.
Il logorio della vita moderna tende ad annebbiare i sensi, a placare , ad assuefare. Invece grazie a te, caro elettore di Forza Italia, riesco ancora a sentirmi vivo. Riesco ad avere pensieri turpi, quasi ad odiare. Riesci ad alimentare la mia sete di giustizia, a dare ragione al mio giustizialismo. Riesci a dare vigore alla mia residua coscienza politica.
Grazie quindi, di esistere.
Però voglio guarire, voglio palcare l'ira, per cui sono costretto, mio malgrado, ad ugurarmi la tua estinzione. Totale, da post-glaciazione.
Che questa avvenga, allora, e che sia liberatoria.
Mentre Prodi salutava con classe quell'accozzaglia di rincoglioniti seduti sugli scranni del Senato, avevo appena finito di sbranare un piatto di spaghetti alla carbonara.
Ero vicino alla Stazione Termini, nel cuore della Roma multietnica.
Una trattoria come tante, ma gestita da indiani dell'India (i pellerossa non aprono trattorie, si sà).
La carbonara non era male, ma carica di pepe. In classico stile indiano.
Appena messo piede fuori dal locale, la maledizione del cagotto
sì è abbattuta su di me.
In tempo zero dovevo cercare un cesso.
Mi fiondo nella galleria sottostante la stazione.
50 centesimi. Il prezzo è giusto.
Un cartello mi getta nel panico "Gabinetti guasti, disponibile solo l'orinatoio".
Il bisogno (in senso tecnico) aguzza l'ingegno.
Con scatto misurato (e a chiappe strette) vado da McDonald.
Si mangia di merda, per cui se posso ne uso solo i cessi.
Non li trovo.
Stramaledico il neocapitalismo americano e mi precipito, ormai allo stremo delle forse, nel self-service accanto al Mac.
Come un miraggio vedo una piccola porticina bianca con i battenti modello saloon.
"Servizi a pagamento. 60 centesimi".
Avrebbero potuto chiedermi 60 euro.
Con flemmatica calma ho pagato il dovuto, ho sceso le scale misurando l'ampiezza dei passi, ed ho occupato un cesso.
Una liberazione, il 25 aprile della dissenteria.
non sono ebreo,ma mia mamma di cognome fa FERRARA.
se scavassi un po' nel mio albero genealogico probabilmente troverei un po' di sangue semita.
in fondo mi sono sempre sentito meticcio, proprio come un ebreo. un po' reietto, senza patria, senza collocazione definita. quindi un po' rabbioso, diffidente. ma libero.
la storia del popolo ebraico è contorta e dolorosa, forse per questo mi affascina.
mi affascina la cultura e il senso d'appartenenza, la solidarietà e la capacità di rinascita.
oggi è il giorno della memoria.
l'italia fascista contribuì in modo vile allo sterminio ebraico nazista promulgando nel 1938 le "leggi razziali".
gli ebrei italiani vennero spogliati dei loro averi, del lavoro, della dignità. molti, anche della vita.
e tutto ciò accadde nella sostanziale indifferenza del paese.
ricordare tutto ciò è piccolo e tardivo gesto riparatore. necessario.
Strano personaggio il Camerata Cameriere Gianfranco Fini.
Veste i panni dell'uomo forte e coerente, dello statista degno destra europea, ma poi quando si guarda allo specchio scopre di essere la fotocopia a colori di Clemente da Ceppaloni.
Uno.
Promuove il Referendum per cambiare la leggere elettorale, "perchè questa non garantisce stabilità politica".
Ma va? Sarebbe bastato che Alleanza Nazionale non l'avesse votata quando era al Governo.
Con un gesto semplice-semplice si sarebbe evitato un bel casino.
Invece no. Ma non è colpa sua, no. Figuriamoci. Colpa degli Ultras della Roma.
Due.
Ha una alzata d'orgoglio quando Silvio I, in preda a d una crisi mistica, annuncia che la Casa delle Libertà è un ectoplasma, ormai finito, cancellato, archeologia della politica. Si infuria e annuncia che "con Silvio Berlusconi l'alleanza elettorale è finita, che AN non è disponibile a farsi prendere in giro".
La sera stessa della crisi gongola (?). "La Casa delle Libertà è compatta ed il leader sarà Silvio Berlusconi".
Signori questo non è "il teatrino della politica", questo è avanspettacolo di periferia, buono solo per gli Ultras della Lazio.
Il mio secondo vaffanculo post-crisi, caro Camerata Cameriere è tutto per te (il primo, doverosamente, è stato dedicato all'ex Ministro di Pubblica Disgrazia).
Siamo in ottime mani, ci aspetta un futuro radioso.
"Da quello che mi risulta, stasera l'Udeur annuncerà la sua confluenza nel centrodestra".
Lo afferma il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, lasciando Montecitorio.
La Repubblica.it
ore 12.34
Ho bisogno di una scossa, di una rivoluzione, di un segnale.
Voglio che il panorama venga squarciato da una novità, da una luce che allenti il buio.
Sento davvero la nausea come insopportabile.
Mi sento tradito in ogni speranza.
Non chiedo la luna, chiedo solo rispetto.
non ne ho più.
non credo di essere più in grado di fare analisi politiche, di immaginare percorsi, di sperare che qualcosa possa cambiare, che questo paese con le pezze al culo possa essere riformabile.
in poche settimane abbiamo visto di tutto:
1. c'è una città che affoga nella monnezza, ma è colpa di tutti e di nessuno. la gente respira diossina e la camorra osserva 2. c'è un presidente di regione che si becca 5 anni di galera, ma festeggia. forse pensava sarebbe andata peggio. e non si dimette 3. c'è un ministro di giustizia che sbraita che la giustizia è allo sfascio. come se lui fosse ministro della giustizia di andorra 4. c'è che vale tutto, che non esiste più pudore. ieri era no, oggi è sì. domani chissà 5. c'è che tutti hanno un orto, ma nessuno ha idea di quando si semini 6. c'è che la vita è facile a 14 mila euro al mese e difficile a mille 7. c'è che la raccomandazione è più importante di una laurea con 110 e lode 8. c'è che tu non puoi andare in pensione, ma loro sì 9. c'è che tu non puoi essere coppia di fatto, loro sì 10. c'è che se sei divorziato niente comunione, ma a loro sì 11. c'è che non hanno mai fatto la spesa al mercato 12. c'è che il potere logora chi lo subisce 13. c'è che la legge non è uguale per tutti 14. c'è che la salute non è uguale per tutti 15. c'è che l'istruzione non è uguale per tutti 16. c'è che tu sei flessibile, e loro sono alla quarta legislatura 17. c'è che se riprende la lotta armata, questa volta, non mi stupirò
dopo nove minuti e mezzo di film (bello nèèè) will smith (minkia che fisico) fa colazione.
solo e ramingo guarda la tv.
data la situazione post-catastrofe, trattasi di un dvd con registrazioni di vecchi telegiornali.
una giornalista dai tratti somatici asiatici, immersa nella neve invernale della east-coast, passa la linea allo studio.
SURPRISE: lo studio è quello della NBC allestito in Piazza San Carlo a Torino durante
le Olimpiadi invernali del 2006!!!
dietro i due mezzibusti yankee campeggia il mitico Caval' d bronz.
l'immagine dura ben tre secondi tre (forse meno) !!!!!
Torino Capitale!
La fonte è affidabile, la notizia abbastanza preoccupante.
Ogni fine-inizio anno la Ferrero Spa (la benemerita prodruttrice della Nutella),
come ogni italica azienda che si rispetti, prepara il budget.
Dopo averlo definito e inciso su pergamena il Managment della Ferrero Spa, organizza una convention.
Fin qui tutto secondo copione.
Interessante è la sede della convencion: LOURDES.
Una meta della madonna, altro che i Caraibi.
Ne deriva che il meeting si trasforma in pellegrinaggio.
Scopo del viaggio mistico non è una discussione di lavoro all'ombra della grotta mariana, ma
l 'immersione della pergamene nell'acqua santa.
Se la pergamena ripiena dei dati di budget futuri affonderà velocemente sarà un anno buono, diversamente sarà il caso di prendere il rosario in mano e iniziare a rivolgere preci di intercessioni alla vergine.
Alcune note in calce: 1. se la Nutella è buona è merito dell'Altissimo
2. è meglio andare a Luordes e pregare, anzichè andare ai Caraibi a fare il trenino a suon di macarena
3. che il Ministro Bersani è ora che venda Rosari
4. che Luca Cordero di Montezemolo li produca
Il merito è di Carlo, lo stagista piovuto dal cielo.
Da grande vuole fare il montatore.
Oddio, il ragazzo non è più uno sbarbato, ma vuole giocare le sue carte.
Quando piove uno stagista in ufficio, tutti aprono l'ombrello. Io no, mi piacciono gli stagisti.
Camminare sotto la pioggia senza l'ombrello è una delle mie piccole follie.
Il primo giorno lo maledico, ma dal secondo gli sono già grato.
"Carlo pasticcia un po' con questo girato, il software di montaggio un po' lo conosci".
Mi sono seduto accanto a lui nell'unica sala regia disponibile con il portatile.
Lavoravo ai miei progetti, mentre lui pasticciava con il mio girato iraqeno del 2004.
Giusto qualche indicazione di regia. Poca roba.
Quel girato a me così caro era rimasto abbandonato in giacenza colpito dall'assenza di budget di sviluppo. Senza volerlo Carlo è diventato il mio budget di sviluppo.
Pasticcia oggi pasticcia domani, ne sta venendo fuori un discreto reportage del mio viaggio nel Kurdistan iraqeno.
Con un po' di culo, grazie allo stagista piovuto dal cielo a fine gennaio avrò:
Te la sei andata a cercare Giuseppe.
Se la smettessi di fare dello "stritolamento di altrui gonadi" la tua azione pastorale universale, forse oggi tirerebbe un'aria migliore.
Sono due anni che quasi quotidianamente ci "consigli caldamente" cosa dire, fare, baciare (lettera e testamento no?).
Rompi le palle oggi, rompi le palle domani, la gente non ti vuole più vedere nemmeno in cartolina (sentirti parlare anche meno).
Ormai sembri uscito da un fumetto di Sturmtruppen. Ti manca solo il fido alleato Galeazzo Musolesi Betori dovrebbe andar bene).
La messa in latino, i valori non negoziabili, i gay, il primato cristiano, la 194 ...
Giuseppe hai 80 anni. Alla tua età è tempo di dedicarsi agli affetti e di riconciliarsi con il mondo, non di prenderlo a calci nel culo.
Se fossi uno studente della Sapienza, manifesterei. E' antidemocratico? Ok, e allora?
Sei continuamente su radio, tv e giornali che nemmeno Carla Bruni (e scusa ma il confronto sarebbe impietoso...).
Stare zitto, mai?
Carpe Diem, e come diceva il reale spagnolo al dittatorello venezuelano : "callate!".
Tasse alle televisioni private per sostenere le pubbliche
PARIGI . Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha dichiarato oggi di voler riflettere all’ipotesi di «una soppressione totale della pubblicità sulle reti pubbliche» della televisione. «Auspico che venga rivisto, profondamente, l’elenco dei compiti della televisione pubblica e che si rifletta sulla soppressione totale della pubblicità sulle reti pubbliche, che potrebbero essere finanziate da una tassa più alta sugli introiti pubblicitari sulle reti private e da una tassa infinitesimale sul volume d’affari dei nuovi mezzi di comunicazione, come l’accesso a internet o alla telefonia mobile», ha detto il capo di Stato.
Siamo di fronte ad un esproprio proletario, di quelli che non si vedevano da un sacco di tempo. Nemmeno gli ultra di Sinistra Critica sarebbero riusciti ad elaborare pensiero più rivoluzionario.
In un sol colpo il Compagno Sarkozy restituisce alla tv pubblica il ruolo che le compete e le garantisce il budget necessario per mantenere le attuali quote di mercato infilando la mano nel portafoglio degli editori televisivi d'oltralpe.
Se il progetto prenderà forma, fossi in Fedele Confalonieri, paggio di corte della prima cerchia, inizierei a preoccuparmi.
Oddio, da questo PD o da Rifondazione, il Cavaliere ha poco da temere.
Feeling consolidato con Uolter, amore a prima vista con il Subcomandante Fausto ...
E se dopo aver sposato la Bruni, Sarkozy prendesse per qualche mese la cittadinanza italica e venisse a rompere da queste parti?
ROMA - «La Rai ha il compito di pensare ad uno sceneggiato, a un film, a una docu-fiction che racconti la storia di mio padre». È quanto chiede il sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi a otto anni dalla morte del padre (sabato prossimo si celebra ad Hammamet l'anniversario della scomparsa). «Mi pare evidente che insieme ad Aldo Moro, Bettino Craxi è stata sicuramente la figura più alta e più tragica dell'Italia del dopoguerra - ha spiegato Craxi Jr intervistato dal giornalista Pierluigi Diaco sul suo blog www.diacoblog.com -. Hanno fatto sceneggiati Rai su figure anche più banali di mio padre, mi auguro che RaiFiction accolga questo mio invito».
La voglio anche io una fiction su mio padre:
operaio fiat, immigrato a Torino dal sud nel 1955.
Una vita in carrozzeria a Mirafiori, nel sindacato e a votare PSI.
Quando ha capito che non stava più votando per Matteotti-Pertini-DeMartino, ma per la banda bassotti, ancora un po’ e gli veniva un infarto.
Forse mio padre merita una fiction molto più di Bettino.
Missioni Consolata ha la redazione a Torino, per cui, per biechi motivi campanilistici
è la più migliore assai rivista italiana che si occupa di problemi africani.
Sull'ultimo numero di MC, un vecchio amico (Marco Bello), ha scritto un illuminante articolo sulla penetrazione cinese in Africa.
I cinesi, che oltre ad essere tanti sono pure furbi, hanno instaurato rapporti con i tre/quarti dei paesi africani senza usare la classica vaselina occidentale: "dico che ti aiuto, faccio finta che ti aiuto, invece ti fotto".
Hanno messo le mani su gran parte del petrolio africano (con accordi bilaterali), su molte delle altre risorse minerarie, e hanno iniziato a invadere con le loro merci a basso costo i mercatini del continente nero.
a me delle primarie americane, delle lacrime di Hillary, della verve di Obama non frega assolutamente nulla.
o meglio, mi ha strarotto il ronzare di giornaliradiotv italici attorno
alla "corsa verso la casa bianca".
prime pagine, dibattiti, approfondimenti, e via discettando.
e quando ci saranno le lezioni vere e proprie? azzo dovrò fare?
chiudermi in casa e staccare il telefono?
sono stato negli States un paio di volte. noi per loro siamo sempre e solo: maccaroni, mafia, giorgio armani e via fanculando.
persino la pizza, ormai, dicono di averla inventata loro.
non vorrei apparire troppo provinciale, ma è proprio necessario che io sappia tutto delle loro primarie e nulla o quasi di quello che mi capita sotto casa?
C'è stato un momento in cui le barricate erano necessarie. Segnavano un confine reale tra la morte e la sopravvivenza. Ed era un momento in cui la violenza rivoluzionaria aveva ragion d'essere. Era legittima difesa.
Oggi vedere le barricate casuali, issate da gente per caso, spinti da motivi che solo il caso conosce, rappresenta la pietra tombale per tutto ciò che di valoroso è stato fatto e detto in nome di quello che un tempo era il proletariato.
Ho messo le mani su un documento vaticano moderatamente riservato, stilato dalla "Congregatio de causis sanctorum".
Si tratta del giudizio di 7 teologi su un possibile miracolo.
In sintesi: un uomo accidentalmente si spara con un fucile a pallettoni in faccia. Per i dottori è già morto, ma salva la ghirba. Rimane zoppo, perde un occhi, ma è vivo.
Alla notizia della disgrazia amici, parenti e affini rivolgono preghiere numerose e abbondanti all'anima di un sacerdote ormai passato a miglior vita. Miracolo?
E' finita così: 1 sì, 2 no, 4 forse.
La lettura del documento è delirante.
I problemi sul piatto sono due:
1. che cavolo di miracolo è? è zoppo, gli manca un occhio. Diciamo che è culo! 2. le preghiere quando sono iniziate? prima o dopo gli inspiegabili segni di miglioramento segnalati dai medici? perchè se hanno iniziato prima "è miracolo", se è dopo "è culo".
Sono tentato di passare ad Osama Bin Laden le coordinate esatte dell'ufficio in questione. Mi asterrò (come quei 4 teologi).
Rimane almeno un dubbio: la santità (ammettiamola almeno come categoria) si misura in presunti miracoli? Cosa definisce la santità? Chi ne ha il diritto?
Una Chiesa con questo livello di rincoglionimento ha qualche autorevolezza, capacità, dinamismo?
Mi sento sempre più valdese.
Il tram parte da Roma Termini, lato via Giolitti.
In fondo, dove la stazione ferroviaria è un po' terra di nessuno.
Dovevo andare a Centocelle. Bastano: un euro e tre quarti d'ora scarsi.
Termini, San Giovanni e poi via sulla Casilina.
Una diligenza nel far west.
Le tre carrozze sono vecchi tram malconci. Sporchi dentro e vandalizzati fuori.
Nessun finestrino è libero dalla vernice di qualche apprendista writer.
Il tram procede lento, ma a passo costante.
Lo prendono in tanti. A bordo ero l'unico italiano.
Sono situazioni nelle quali mi trovo clamorosamente a mio agio. Mi diverto. Si potevano ascoltare le lingue più incredibili, altro che il solito arabo o l'afroinglese urlato delle nigeriane! Gli odori oscillavano dallo speziato intenso al puzzone putrito.
Su un treno italiano qualsiasi si sente di peggio.
Uomini, donne, bambini. Quel tram era un'arca di Noè per bipedi.
Osservavo e ascoltavo.
Sembrava di essere lontano da casa anni luce, in uno di quei viaggi al di là delle colonne d'Ercole, dove non sai dove sei, cosa stai facendo e se mai tornerai a casa.
Sono sceso, sorridente.
La prima persona che ho visto è stato un giovanotto italico rasato con il bomber nero.
Sull'arca a rotaia stavo meglio.
Nome: sante altizio gli unici che forse sanno davvero chi sono, credo siano i miei figli. un fatto genetico, forse. oppure sensoriale, tattile, olfattivo.
un giorno chiederò a Sara e Matteo: "ma io chi sono?".
sante.altizio@hotmail.it