

Splinder (24/11/2006) è la cronaca finale del ritorno a casa. Ottobre di due anni fa. Sembrava che la guerra fosse finita, invece stava per iniziare una discesa agli inferi ancora in corso. Appena rientrato sono iniziati i rapimenti di cittadini straniei. Il fattore C non lo ha inventato Bonolis. Kurdistan Irakeno. Ore 12. Martedì. Abbiamo preso l’autostrada che ci porterà al confine. Leggi ancora...





Bologna, è rottura tra Rifondazione e Cofferati

5 settembre. Ore 7 e 30.
Siamo diretti verso Belem, la zona indigena dei Tikuna.
Sveglia ore 3 e 30.
Prime prove di amaca. Sulla barca il rumore è continuo e fastidioso, ma ci si abitua presto.
Siamo dieci uomini in barca. I due impavidi operatori, mario e paulo (che ieri sera sono finalmente arrivati), Gino Caronte, tre novizi, un aiutante marinaio (donnaiolo e bevitore di birra detto Giboja, serpente non velenoso), ed il sottoscritto.
Letizia, in Colombia è una città imparagonabilmente più attrezzata di Tabatinga.
Alcuni dati: Per spedire posta in Italia da Benjamin Constant conviene andare a Leticia. Arrivo garantito in tre giorni. Rimanendo in Brasile non ne bastano venti.
Prezzi: una pizza grande (per due) 15 reais. Un euro, 2,6 reais.
Il costo della benzina varia, ma è di circa un real al litro. Qui non ci sono distributori, si vende in bottiglie di plastica agli angoli delle strade.
In Colombia costa la metà.
4 arance da “bere” 1 real.
Una bottiglia di due litri di aranciata 2 reais.
Si parte.

